domenica 5 maggio 2013

La Donna e l'Amore nella via del Cavaliere - recensione


La Donna e l'Amore nella via del Cavaliere
2 maggio 2013, Raido - Roma

Conferenza del Prof. Mario Polia

Per questa occasione dobbiamo ringraziare le ragazze del cuib femminile di Raido per l'accoglienza e la disponibilità oltre al Prof Mario Polia per le sue parole che vengono sempre apprezzate.  Ci accingiamo modestamente a trasmettere, solo quanto appreso, per chi magari voleva partecipare ma non ha potuto.

L'appuntamento di ieri sera è stato molto significativo, Mario Polia ha affrontato infatti due aspetti molto trascurati nei "tempi moderni": quello della figura femminile e della sua importanza fondamentale nel cammino dell'uomo della Tradizione. Successivamente la valenza straordinaria dell'amore incondizionato tra un uomo e una donna. Due aspetti distinti ma legati alla vita di entrambi.
 Se oggi infatti la donna viene trattata esclusivamente come un oggetto o nella migliore delle ipotesi
al pari di un uomo, come un numero o un ingranaggio del sistema, un tempo neanche troppo lontano ella assumeva un ruolo fondamentale nella crescita e nella vita di un uomo. La Donna ha una sua natura, diversa da quella dell'Uomo ma non per questo inferiore. Alla donna spettava quindi fino a poco tempo fa il ruolo di madre e di educatrice della vita di un uomo, un ruolo prettamente femminile, proprio perché appartenente alla sua più profonda natura.
La figura di educatrice era fondamentale perché permetteva all'uomo di acquisire i valori sacri per la vita, la preghiere e gli ideali. A riguardo si pensi alle figure delle nonne o delle madri, all'amore incondizionato trasmesso ai loro figli tramite i racconti o le fiabe e all'educazione al Sacro tramite le preghiere. Questa dimensione dell’educazione non è mai stato un ruolo che spettava all'uomo o tanto più allo Stato, il suo surrogato - quando lo Stato ad esso si è sostituito alla donna in questo compito – ha dato i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Ragazzi allo sbando, senza valori e senza un orientamento chiaro e definito. Ragazzi che cercano modelli da imitare alla televisione o al cinema e  sempre più spesso lontani da un sereno e stabile ambito familiare.

Così come importantissimo è il ruolo della donna come educatrice, altresì importante è il ruolo che assume la donna che decide di percorrere la sua vita al fianco di un uomo, ella assume infatti il compito di spronare l'uomo nella sua lotta quotidiana, di destarlo dal suo torpore, dal suo impigrimento, senza partecipare con lui alla battaglia ma percorrendo un cammino differente che porta però nella stessa direzione. La donna che decide di percorrere la sua vita con un uomo che condivide i suoi stessi ideali, darà se stessa in nome dell'Amore, al pari dell'uomo. Il loro donarsi incondizionatamente darà frutti straordinari, il loro Amore, veritiero, durerà a lungo e porterà entrambi al compimento del proprio destino.

Nell'esempio del periodo cavalleresco questo concetto è più chiaro, la dama infatti legava la sua vita al cavaliere. Non andava con lui in battaglia, non partecipava alla guerra, ella aspettava il ritorno del suo amato sapendo che sarebbe anche potuto perire in battaglia. Il suo amore incondizionato, la portava a spronare il cavaliere alla battaglia, non a tenerlo sotto il suo grembo. Ella donava lui una sciarpa con ricamato il suo nome o quello della sua casata, il cavaliere avrebbe poi appeso quel drappo alla sua lancia e lo avrebbe portato sul campo di battaglia. Da lì traeva forza, da quel gesto egli ricambiava il suo amore incondizionato andando in battaglia per  poter fare ritorno e poter vedere anche solo un sorriso sul volto della donna amata, sapendo anche di poter non tornare ma con la consapevolezza  che il suo amore e quello della sua dama non sarebbe morto con lui in battaglia.

Oggi la donna ha dimenticato l'importanza di spronare il suo uomo, di spossarlo dalla sua pigrizia.
Oggi la donna in chiave del tutto egoistica vorrebbe l'uomo tutto per se, che si occupi della spesa, della casa di darle attenzioni ma che non prenda impegni di alcun tipo, che lo distolgano da lei. Tutto ciò non Nobilita l'uomo, al contrario lo debilita a zerbino. Una donna che dichiari il proprio amore per il suo uomo deve essere consapevole che con il suo comportamento ella può e deve destarlo. La donna deve prendere coscienza di questo straordinario dono che ha e dovrebbe quindi esaltare le qualità del suo uomo. Solo la Donna può avere questa funzione, uomo e donna anche se diversi sono indissolubilmente legati, e, se consapevoli dei loro ruoli, diventano capaci di grandi cose.
Il ruolo fondamentale che ha la donna nella vita di un uomo, si evince anche nelle società più antiche, in quella Greco-Spartana così come in quella Romana, dove la donna non aveva il mero compito di restare in casa a badare alle serve e ad annoiarsi, ma assumeva una funzione Sacra al contrario di quanto vorrebbero far credere oggi. Si pensi alle donne di Sparta che davano alla luce guerrieri, si pensi alla figura di Rea Silvia, madre di Romolo e Remo, che dà alla luce il fondatore di Roma, si pensi a Vesta e alle vestali, donne che avevano esclusivamente un ruolo centrale e primario nella società Romana.

Così come la donna, anche l'uomo deve prendere coscienza della forza che l'amore incondizionato dai tornaconti personali, casto e devoto,  alimenta in lui un fuoco che lo sprona alla lotta, alla morte, e quindi alla Vita. Un uomo che acquisisce questa conoscenza, che si dona in nome del giusto, che si sacrifica per il giusto, spinto dall'amore sacro, ha già vinto. Anche se perderà o morirà
Egli avrà vinto, perché il fuoco non verrà spento ma continuerà ad ardere per l'eternità. Quel fuoco sacro è legato ed alimentato dall’Amore e farà si che compirà imprese eroiche e belle, dal suo quotidiano, fino alle battaglie più grandi.

In conclusione, si è aggiunta questa citazione di Leon Degrelle tratta da Militia: "La felicità esiste solo nel dono, nel dono completo; il suo disinteresse gli conferisce sapori d'eternità; esso ritorna alle labbra dell'anima con una soavità immortale. Donare! Aver visto occhi che brillano per essere stati compresi, colpiti, appagati! Donare! Sentire le grandi onde di felicità che fluttuano come acque danzanti su di un cuore pavesato
all'improvviso di sole! Donare! Aver colto le fibre segrete che tessono i misteri della sensibilità! Donare! Avere il gesto che consola, che toglie alla mano il suo peso di carne, che consuma il bisogno di essere amato!"

L’augurio è che questo breve riassunto possa essere di aiuto, per comprendere il clima e il portato dei grandi temi esposti alla conferenza di ieri. Si ricorda inoltre che presso la sede del Centro Studi Aurhelio sarà presto possibile, trovare il saggio scritto dal Prof. Polia "La donna e l'amore nella via del cavaliere". Il testo la riedizione, rivista ed ampliata, dell'ormai introvabile "Il Mistero Imperiale del Graal. Il Mistero della Dama" (Quaderni di Avallon, n. 0)

Il Siberiano

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