giovedì 6 giugno 2013

“SANTA SEVERA TRA LEGGENDA E REALTÀ STORICA. PYRGI E IL CASTELLO DI SANTA SEVERA ALLA LUCE DELLE RECENTI SCOPERTE”

Al Castello di Santa Severa la presentazione del volume con la partecipazione di Alberto Angela

Sabato 1 giugno si è svolta come da programma la presentazione del volume “Santa Severa tra leggenda e realtà storica. Pyrgi e il Castello di Santa Severa alla luce delle recenti scoperte” curato dall’archeologo Flavio Enei, Direttore del Museo Civico di Santa Marinella. L’importante evento culturale è stato introdotto dal curatore dell’opera che ha presentato gli illustri ospiti venuti per illustrare il lavoro ai numerosi intervenuti. Nella sala conferenze del museo piena all’inverosimile dopo il saluto del sindaco Roberto Bacheca sono intervenuti la Prof.ssa Letizia Ermini Pani, Presidente della Società Romana di Storia Patria, il Prof. Giovanni Colonna, Accademico dei Lincei, Professore Emerito dell’Università di Roma La Sapienza, la Prof.ssa Olga Rickards, Ordinaria di Antropologia, Direttrice del Centro per lo Studio del DNA Antico presso l’Università di Roma Tor Vergata
Il Parroco di Santa Severa Don Stefano Fumagalli ha salutato gli intervenuti dopo la lettura del messaggio inviato da Mons. Gino Reali, Vescovo della Diocesi Suburbicaria di Porto - Santa Rufina.
L’evento è stato ulteriormente arricchito dalla presenza del noto divulgatore scientifico televisivo Alberto Angela che in quanto ormai “amico del museo” e del direttore Enei ha voluto salutare l’uscita del volume con un suo intervento molto applaudito.
Dalla presentazione a più voci è emerso chiaro che si tratta di un lavoro editoriale complesso che raccoglie i risultati degli scavi svolti nell’ultimo decennio in occasione degli interventi di restauro del Castello di Santa Severa in collaborazione con la Soprintendenza e i volontari per i beni culturali del Gruppo Archeologico del Territorio Cerite. Per la prima volta è stato possibile esplorare con metodo stratigrafico alcuni piccoli ma significativi settori dell’enorme deposito archeologico situato all’interno del castrum romano del III secolo a.C., sul quale si è sviluppato in seguito l’insediamento medievale. L’opera che ospita i contributi di numerosi studiosi si propone di presentare subito una prima informazione sui principali dati emersi dalle ricerche e un
a nuova lettura delle millenarie vicende storico-archeologiche vissute da questi luoghi. Gli scavi hanno permesso di scoprire una straordinaria continuità di frequentazione del sito, ininterrotta a partire almeno dall’età del ferro, iniziando finalmente a gettare luce anche sulle fasi tardo antiche e alto medievali che fino ad oggi erano rimaste di fatto sconosciute. In particolare è stato possibile giungere alla sensazionale scoperta della chiesa paleocristiana di Santa Severa che, insieme al suo battistero, costituisce una delle più antiche presenze cristiane nel litorale nord di Roma e dell’intera Etruria marittima. Un grande contribuito di conoscenze prezioso per difendere il Castello di Santa Severa da qualsiasi tipo di speculazione privata e per avviarlo verso un giusto futuro di valorizzazione culturale e turistica. Un volume di 416 pagine con 786 illustrazioni a colori che ora sarà distribuito in tutte le biblioteche e agli Enti di tutela e ricerca italiani ed europei.

mercoledì 5 giugno 2013

CINQUECENTO RAGAZZI DELLE SCUOLE DI SANTA MARINELLA CONQUISTANO IL CASTELLO DI SANTA SEVERA

Una bella iniziativa ha visto coinvolte le scuole elementari, medie e superiori, per ribadire l'importanza storico-culturale del Castello di S.Severa: un giorno di festa e cultura in difesa di un patrimonio che dev'essere tutelato e valorizzato, anche attraverso eventi come questi pregni dell'entusiasmo e della volontà dei più giovani.

Si è appena svolta la grande manifestazione di fine anno scolastico a cura delle scuole di Santa Marinella e Civitavecchia che negli scorsi mesi hanno adottato il Castello di Santa Severa come ideale memoria storica da conoscere e valorizzare. Ben 45 classi di ogni ordine e grado, dalle elementari al liceo hanno lavorato a un gran numero di ricerche e di attività che sono state presentate il occasione della pacifica e simbolica conquista del Castello, purtroppo ancora chiuso al pubblico dopo anni di restauri. All’arrivo dinanzi alle mura il fiume colorato di ragazzi ha trovato il portone chiuso e soltanto dopo un lungo e prolungato coro generale che ha gridato ritmicamente “Aprite il Castello!!” le grandi porte di legno si sono miracolosamente spalancate e il fiume di ragazzi si è potuto riversare negli ampi cortili medievali. I giovani con i loro insegnati hanno allestito una ricchissima mostra dei lavori che raccontano la storia, l’archeologia e le peculiarità paesaggistiche del complesso monumentale e del territorio circostante. Un gran numero di disegni colorati narrano come antiche storie illustrate fantasiosi attacchi di demoni cattivi che cercano di rubare il castello a chi lo abita…Ovviamente i cattivi vengono sempre sconfitti! Il gran lavoro fatto dagli insegnanti ha consentito di realizzare diversi spettacoli di musica e danza medievale che hanno allietato la bella mattinata nel Cortile delle Barrozze. Giovani danzatrici e musici hanno intrattenuto con vivaci e liete melodie i loro compagni e i genitori intervenuti al suono di flauti, chitarre e tamburi. Molto applauditi i brani Rep con il pezzo dedicato al castello che ha inneggiato alla sua storia e alla necessità di difenderlo come bene di tutti. Ogni ora le “Piccole Guide” hanno assicurato ai compagni la visita del Museo Civico “Del Mare e della Navigazione Antica” descrivendo sala per sala i reperti e le tematiche ad essi collegate.
Un gioco dell’oca castellano e tanti lavori eseguiti dai ragazzi nei laboratori del Museo durante l’intero anno scolastico sono stati posti in bella mostra e sono stati molto apprezzati dai visitatori. A seguire, la comune lettura degli articoli della Costituzione, del Codice dei Beni Culturali e della legge regionale che prevede la tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio ha creato un momento di grande attenzione nella suggestiva cornice del castello.
Infine, i ragazzi del Liceo Galilei hanno presentato tramite un’interessante proiezione all’interno del Museo del Mare un ottimo lavoro di sintesi storica sulle vicende di Pyrgi e del successivo insediamento romano e medievale, con approfondimenti sulle indagini archeologiche in corso e sullo studio antropologico della popolazione medievale che sta effettuando l’Università di Roma di Tor Vergata.
La manifestazione è stata il bellissimo risultato del lungo lavoro delle insegnanti che hanno aderito al progetto proposto dal “Comitato Cittadino per la difesa del Castello di Santa Severa”, affinché il complesso monumentale possa avere un degno futuro “di cultura e turismo” e soprattutto possa essere a disposizione dei cittadini e delle scuole del territorio. Una lezione di civiltà e di cultura che ha fatto avvicinare i giovani alla conoscenza del patrimonio e della memoria storica che gli appartiene. Un ottimo risultato per i docenti che si sono impegnati nel lavoro, per il Museo Civico di Santa Marinella, per le tante persone e per le 42 Associazioni del Comitato che da oltre un anno si sta battendo per fare in modo che il Castello di Santa Severa resti un bene pubblico fruibile per tutti, centro di scienza, educazione e ricerca.

Al nuovo sindaco di Santa Marinella che a breve sarà eletto il compito di vincere la battaglia.

mercoledì 29 maggio 2013

Questo sabato - convegno sui Tumori Celebrali

I TUMORI CEREBRALI: TRA DIAGNOSI E TERAPIA. UNA MALATTIA DEL TERRITORIO CON MOLTI ASPETTI DA CHIARIRE
 
SABATO 1 GIUGNO 2013 ore 17:00  PALAZZO RUSPOLI  (Piazza S Maria Cerveteri Roma), a cura dell'associazione Caere Vetus

Presidente del Comitato Promotore ed Organizzatore Dott. Alberto Sava Presidente di Caere Vetus Direttore del Quotidiano La Voce
RELATORE E COORDINATORE SCIENTIFICO DEL CONVEGNO   Prof Massimiliano VISOCCHI Neurochirurgo Università Cattolica
Policlinico Gemelli Roma

PROGRAMMA

Conduce e presenta il Dott. Alberto Sava
Saluto del Principe e della Principessa Ruspoli
Saluti  di  Autorità Religiose

Cenni in tema di Etica nell’assistenza sanitaria del Malato

Auspicio Pastorale Sua Eccellenza Mons. Lorenzo Leuzzi, Vescovo Ausiliare per la Diocesi di Roma, Delegato per la Pastorale Sanitaria della Conferenza Episcopale Italiana

Saluto delle Autorità
Sindaco di Cerveteri    Ing. Alessio Pascucci
Presidente della ASL RMF  Dott. Giuseppe  Quintavalle
Presidente dell’Assemblea dei Sindaci per la Sanità del Territorio  ASL RMF Avv. Pietro TIDEI
Presidente della Fondazione CARICIV Dott. Vincenzo CACCIAGLIA
Consiglio  Regionale AVIS LAZIO Dott. Nicoletta IACOMELLI

 APERTURA DEI LAVORI

PRESENTA E COORDINA IL DIBATTITO  Dott. Alberto Sava Direttore del Quotidiano La Voce, Presidente Associazione Caere Vetus
Moderazione scientifica Prof Massimiliano Visocchi  Neurochirurgo Università Cattolica Policlinico Gemelli Roma

INTRODUZIONE AL CONVEGNO
Dott.ssa Rosanna Visocchi Funzionario Presidenza del  Consiglio dei Ministri  Roma: Il diritto costituzionale alla salute 7 min

RELATORE
Prof Massimiliano Visocchi Neurochirurgo Policlinico Gemelli Università Cattolica Roma: Come si presenta un tumore cerebrale e quali sono le possibilità di terapia? 30 min

TAVOLA ROTONDA INTERVENTI COORDINATI
Prof. Emanuele Carlo Maria Galante  Oncologo  Medico di Base Cerveteri): Perché i tumori cerebrali nell’area di Cerveteri? Cenni di Epidemiologia del Territorio  7 min
Dott. Antonio Brazzini,  Medico Di Base Cerveteri , Dott Marco Valeri Medico di Base Cerveteri: Il medico di base ed il ruolo del consorzio sanitario territoriale nello screening  dei tumori  7 min
Dott.    Pietro Zaccagnino  Radiologo Ospedale   Bracciano:Cenni di  diagnosi radiologica  dei tumori cerebrali  7 min
Prof Carlo Jovine Primario Neurologo Associazione Cavalieri  Sovrano Ordine Militare di Malta Roma ACISMOM : Interventi riabilitativi precoci nei pazienti operati  7 min
Dott. Pantaleo PAGLIULA Oncologo European Hospital Roma:  Terapie integrate per la cura delle neoplasie cerebrali 7 min
Dott. Italo  Gionangeli  Neuropsichiatra infantile ed Analista CIPA  - Medico di Base Ladispoli:  Risvolti neuropsicologici  del malato oncologico  7 min
Dott. Andrea Rocca  Direttore ARCoS Roma: Il sostegno neuropsicologico al malato oncologico 7 min

Dibattito con il pubblicoConclusioni: Dott. Alberto Sava

sabato 25 maggio 2013

Lavoro e mondo moderno, la soluzione dell’economia legionaria


In piena crisi economica, quando il coltello è ormai arrivato all'osso, possiamo osservare più che mai i veri tratti della società progressista che ci circonda. Queste osservazioni non partono da considerazioni cospirazioniste a priori ma da una limpida analisi delle evoluzioni socio-economiche e politiche degli ultimi anni che, alla stregua di un giocatore di scacchi che analizza i movimenti dell'avversario, ci indicano la direzione verso cui ci si muove. In tal modo constatiamo come il nuovo obiettivo della classe neo-dominante è quello di realizzare un esproprio di dimensioni mai avvenute prima, l'ennesimo a partire dal 1789, ma questa volta rivolto contro i salariati e le categorie medie, figliastre dello stato assistenziale. 

L'obiettivo non-economico di primo piano è altresì  quello di trasformare l'uomo in un precario a vita. Andando più in profondità, oltre alla tendenza di creare valore esclusivamente su base finanziaria, sul piano demografico ed ecologico l'obiettivo è quello di ridurre nei numeri, una umanità che supera le esigenze neocapitaliste. Di gran lunga, ad osservare bene, il fenomeno più preoccupante è il processo di induzione alla autocolpevolizzazione delle vittime, le quali considerando erroneamente una propria responsabilità individuale i problemi di natura sistemica, collettiva, politica, di fronte agli espropri subiti, tendono a auto-sopprimersi. Gli effetti appena descritti hanno trasformato l'uomo-lavoratore precario in una macchina produttrice senza un centro e senza la certezza economica del domani. Non è casuale quindi che la parola lavoro che deriva dal latino labor indicava prima del Rinascimento la sofferenza. Infatti una volta il lavoro degli artigiani si esprimeva attraverso la parola “opera” ed era il risultato di un rapporto quasi padre-figlio tra il maestro e l'allievo che imparava la tecnica ma anche i valori morali e religiosi. Nell'opera ultimata l'artigiano si rispecchiava e diventava immortale. Oggi ci possiamo rendere conto come attraverso il “lavoro” non si intende più un'attività creatrice da tramandare e attraverso cui prodotto finale l'uomo continua a vivere, ma indica, come spirito e modalità, produzione in serie, anonimato, stress, sofferenza, quello che pressappoco caratterizzava il lavoro dello schiavo in antichità. L'aspetto ancora più sbalorditivo, è la concezione moderna del lavoro come semplice pretesto di profitto o di una busta paga prescindendo da qualsiasi utilità per la comunità. 


In questo contesto ci si può rendere conto dell'attualità dell'esempio legionario attraverso la cosidettà economia legionaria. Essa ambisce, tramite la creazione di una rete economica parallela, alla sottrazione di spazio utile alla sovversione, riportando i valori tradizionali nelle attività commerciali offrendo così anche una sicurezza economica a coloro che militano per l'Idea. In questo modo qualsiasi gesto economico diventa anche un gesto politico: il denaro ritorna, dalla sua funzione attuale di fine, a quella che gli spetta, di mezzo; il lavoro, oltre a riconquistare il suo valore originare attraverso cui l'uomo si nobilita, ridiventa anche un'opportunità di alzare un mattone per la grandezza della propria comunità che acquista così l’organicità che la liberal-democrazia di stampo capitalistico, ha trasformato in meccanicità senza anima.


Nico di Ferro

martedì 21 maggio 2013

Incontro del Comitato per il Castello - candidati sindaci a confronto


GRANDE SUCCESSO DELLA NUOVA INIZIATIVA DEL COMITATO PER IL CASTELLO DI SANTA SEVERA: I CANDIDATI SINDACI A CONFRONTO

Si è conclusa con uno straordinario successo di pubblico la nuova iniziativa organizzata dal “Comitato Cittadino per il Castello di Santa Severa” che da oltre un anno si sta battendo affinché il complesso monumentale abbia un futuro pubblico “di cultura e turismo” e non venga “concesso” ad alcuna società privata così come stava cercando di fare la passata giunta regionale per “fare cassa”.
La manifestazione ha visto diverse centinaia di cittadini ascoltare nel grande Cortile delle Barrozze per quasi due ore le risposte che i cinque candidati a sindaco di Santa Marinella hanno fornito alle cinque puntuali domande che i delegati del Comitato hanno rivolto loro per conoscere il pensiero e l’orientamento di ciascuna forza politica. Il Comitato, ad oggi composto da 42 Associazioni del territorio con quasi 2000 soci e oltre 10.000 contatti attivi sul web, ha ripreso in questo modo la mobilitazione generale per proseguire nel suo obiettivo di restituire il castello ai cittadini e alla pubblica fruizione. 
Con questa iniziativa si è cercato di comprendere quanto i vari candidati siano informati, sensibili e partecipi della questione e soprattutto come intendano affrontarla per assicurare al Comune un ruolo di primo piano nella valorizzazione del castello. I presupposti da cui si è partiti non sono certo dei migliori visto che in occasione dell’ultimo consiglio comunale utile prima delle nuove elezioni non è stato approvato il “Progetto per un uso pubblico per fini socio-culturali e turistici del castello di Santa Severa” appositamente predisposto dal direttore del museo Dott. Flavio Enei, in collaborazione con il Comitato e l’architetto David Pennesi (scaricabile dal sito www.gatc.it). La mancanza del numero legale ha impedito all’assemblea di approvare le importanti indicazioni progettuali che da diversi mesi attendevano di essere inserite all’ordine del giorno. Scampato, speriamo, il pericolo della privatizzazione del bene con l’esclusione di fatto del Comune di Santa Marinella da qualsiasi decisione così come la passata giunta regionale stava facendo, si aspetta di verificare sul campo gli indirizzi della nuova amministrazione Zingaretti il quale pochi giorni fa in una pubblica manifestazione a Santa Marinella, in sostegno del candidato Fronti, ha dichiarato chiaramente la  volontà di lavorare insieme al Comune e al Comitato per giungere il più presto possibile alla riapertura del complesso con nuovi investimenti che consentano al castello un respiro culturale e turistico di altissimo livello con importanti ricadute occupazionali.
Durante la manifestazione a partire dalle cinque domande si è discusso con l’uscente sindaco Roberto Bacheca e i candidati Massimiliano Fronti, Massimo Padroni, Eugenio Fratturato (Assente giustificato rappresentato da Roberta Felici) e Renzo Barbazza.
Questi i quesiti posti: 
1). Ritiene che il Comune di Santa Marinella debba avere un ruolo di primo piano nella gestione del Castello investendo anche significative risorse economiche dal proprio bilancio per avviare il progetto di valorizzazione?  
2). Intende adottare con delibera di consiglio il progetto sull’uso pubblico del Castello valorizzandone la vocazione culturale e turistica, respingendo eventuali ipotesi di privatizzazione da parte dell’ente Regione? 
3. Intende inoltrare presso la Regione la richiesta di: a) aprire subito il castello alle visite tramite il nostro Museo Civico b) convocare un tavolo di lavoro con Comune e Regione, c) chiedere alla Regione Lazio il ripristino dei 200.000 euro di finanziamento annui per manutenzione, pulizia e guardiania (tagliati dalla giunta Polverini). 
4) Il Comitato propone nel progetto la creazione di un’unica area archeologico-naturalistica-monumentale e parco marino che includa da Riserva di Macchiatonda, Pyrgi e il Castello di Santa Severa. Il PUA approvato prevede invece concessioni balneari alle Sabbie Nere e proprio sotto il Castello, si parla di un grande impianto fotovoltaico nella zona militare. Qual è la sua posizione in proposito?  
5) Intende promuovere e rilanciare l’importante progetto comprensoriale del Sistema Cerite-Tolfetano-Braccianese? Con quali iniziative?
Nelle risposte dei candidati, registrate e filmate, tutte abbastanza puntuali e positive in relazione alle istanze è stata molto apprezzata l’opera svolta dal Comitato e dal direttore Enei che sono riusciti a portare finalmente al centro di una campagna elettorale anche il tema della grande possibilità di sviluppo civile, culturale ed economico legato alla risorsa Castello di Santa Severa. Pur con accenti e sfumature diverse nella sostanza è stata dichiarata da tutti la volontà di impegnarsi per l’immediata riapertura e la valorizzazione pubblica del monumento con il Comune di Santa Marinella finalmente in un ruolo di primo piano, in accordo con gli altri Enti preposti a cominciare dalla Regione. 
La manifestazione è stato un bel momento di confronto civile e democratico, svolto alla presenza di tanti cittadini che la prossima domenica andranno a votare forse più coscienti. L’estate si avvicina e per il castello di Santa Severa e dintorni sarà certamente rovente. Il Comitato in attesa degli sviluppi si prepara comunque ad una nuova intensa stagione di attività che vedrà l’antica Rocca al centro di tante iniziative culturali e di spettacolo che le varie Associazioni organizzeranno, a costo zero, per tenere desta l’attenzione del pubblico e far vivere comunque il complesso monumentale in attesa della sua completa riapertura.


Il Comitato per il Castello di Santa Severa

sabato 18 maggio 2013

Progresso e mondo moderno creano nuove e vuote chiese-magazzino, simulacri senz'anima

Le nuove chiese vengono progettate da architetti moderni, privi di una oramai perduta concezione estetica protesa verso l'alto attraverso una visione Trascendente, e costruite velocemente perché figlie di una modernità in cui si è costretti ad edificare strutture nel minor tempo possibile e con risorse scarse poiché si lavora "con budget limitati". Risultato? più simili a depositi, magazzini o musei che a case del Signore.
La modernità strangola il sacro, e le parrocchie risultano completamente inadatte ad ospitare coloro che desiderano ritrovare al loro interno un luogo di culto in cui si respiri aria Divina, e ci si possa rivolgere al Signore in modo consono.
A quanto riportato dal seguente articolo...qualcuno ha preso coscienza del problemino!




CITTÀ DEL VATICANO - Più che nuove chiese sembrano musei o grandi magazzini. Ambienti che non invitano alla meditazione, privi del senso del sacro e senza nessun afflato mistico-religioso". È spietata l'analisi che il professor Antonio Paolucci fa delle nuove parrocchie costruite nella periferia di Roma.  Una inequivocabile "bocciatura" che mette a nudo quanto distanti siano le posizioni in materia di architettura sacra tra il Vaticano e il Vicariato, committente delle nuove chiese capitoline tra le quali spiccano complessi firmati anche da archistar come la chiesa del Giubileo di Dio Padre Misericordioso, la famosa parrocchia delle tre vele progettata a Tor Tre Teste da Richard Meier. 


Distanze rimarcate in passato anche dal cardinale Gianfranco Ravasi, il ministro della Cultura della Santa Sede, che in una lectio magistralis tenuta nel 2011 all'Università La Sapienza di Roma, definì le nuove chiese fatte edificare dalla Cei "spazi per sale congressi, ambienti simili a palazzetti dello sport, ambienti abbrutiti e volgari...". 

Ora è la volta del professor Paolucci che, nella sua doppia veste di Direttore dei musei vaticani e di Sovrintendente dei beni artistici della Santa Sede, pronuncia la sua accusa davanti al cardinale vicario Agostino Vallini nella sala della Protomoteca in Campidoglio, alla presentazione, due giorni fa, del volume "Chiese della periferia romana" edito da Electa. Il testo, curato da monsignor Liberio Andreatta, direttore dell'Opera romana per la preservazione delle nuove chiese, e dagli architetti Marco Petreschi, docente della facoltà di architettura di Valle Giulia, e Nilda Valentin, è una ricca raccolta di immagini, progetti e normative sui nuovi complessi parrocchiali promossi dagli inizi degli anni Novanta dall'allora cardinale vicario Camillo Ruini con la campagna battezzata "50 nuove chiese nelle periferie romane". 

Dopo circa 20 anni, le nuove parrocchie consacrate sono 45. L'ultima, inaugurata il mese scorso, la chiesa di San Tommaso Apostolo di Marco Petreschi, autore anche della chiesa della beata Madre Teresa di Calcutta. Complessi parrocchiali concepiti con criteri architettonici moderni, lontani naturalmente dai canoni classici baroccheggianti delle chiese del centro di Roma. 

Parrocchie che, al di là delle valutazioni estetiche, hanno contribuito - secondo gli autori del libro - a risanare molte zone periferiche. "Io invece, pur avendo visto e rivisto, letto e riletto questo volume non posso non rilevare - annota Paolucci - quanta confusione regni sotto il cielo di Roma in materia di nuove chiese. E la situazione non può che generare preoccupazione. Chiese? Parrocchie? Ma qui siamo al massimo davanti a spazi museali, ambienti che non invitano alla preghiera e alla meditazione". E continua: "Niente a che vedere con le chiese barocche che da secoli "parlano" della fede cristiana con tabernacoli ben visibili, cupole, icone, immagini della vita della Chiesa che aiutano i parroci nelle loro catechesi. Persino le chiese ortodosse della Russia assolvono in pieno a questi compiti di formazione e di catechesi". 

Ma quali sono le chiese più incriminate? "La mia è una analisi generale, nomi per ora non ne faccio", risponde secco Paolucci, che però oggi tornerà sull'argomento con un commento sull'Osservatore Romano, il giornale della Santa Sede.

"È chiaro che il professore è abituato a fare analisi storiche e su chiese progettate da grandi architetti del passato", controbatte Marco Petreschi, secondo il quale "è troppo facile analizzare complessi storici per i quali furono stanziati finanziamenti ingenti". Per il docente di Valle Giulia, autore tra l'altro del grande palco, l'altare e la gigantesca croce realizzati per la giornata mondiale della Gioventù del 2000, "non è secondario ricordare che i progettisti lavorano con budget limitati e se le periferie hanno 45 nuove chiese è un autentico miracolo, al di là dei giudizi estetici ed architettonici". 

Qualche riserva arriva però anche dal cardinale Vallini che ammette: "Quando visito queste parrocchie spesso resto perplesso. Però io sono vicario solo da 5 anni e non ho approvato nessun progetto". Ed annuncia il varo di una commissione ad hoc per la tutela estetica delle nuove parrocchie. 

giovedì 16 maggio 2013

Ai ferri corti, corsi creativi di arti dimenticate

Ultimo appuntamento a Roma ...... tecniche rivoluzionarie di artigianato femminile

giovedì 9 maggio 2013

IL CASTELLO DI SANTA SEVERA ANCORA ABBANDONATO E CHIUSO AL PUBBLICO


Continua il disinteresse verso la questione del Castello di Santa Severa, gioiello e patrimonio inestimabile del nostro territorio. la lotta per la sua difesa continua: pubblichiamo le righe di protesta da parte del Comitato del Castello


IL COMITATO CITTADINO RIPRENDE LA MOBILITAZIONE
E INCONTRA I CANDIDATI A SINDACO PER LE PROSSIME ELEZIONI

Domenica 19 maggio alle ore 10.30 il “Comitato Cittadino per il Castello di Santa Severa” riprende la mobilitazione per assicurare al grande complesso monumentale un futuro pubblico di cultura e turismo. Chi credeva che con la caduta della giunta Polverini e dell’infausta idea di “privatizzare” il maniero la battaglia fosse finita si sbagliava di grosso. C’è ancora molta strada da fare. Il Comitato, ad oggi composto da 42 Associazioni del territorio con quasi 2000 soci e oltre 10.000 contatti attivi sul web, riprende la mobilitazione generale per proseguire nel suo obiettivo di restituire il castello ai cittadini e alla pubblica fruizione per scopi culturali e turistici. Dopo il successo della grande manifestazione di Santa Marinella dove il 2 febbraio scorso oltre 500 persone hanno riempito la sala Flaminia Odescalchi, il Comitato ha ora organizzato un pubblico incontro con i cinque candidati a sindaco di Santa Marinella per le ormai imminenti elezioni comunali. Si intende comprendere quanto i vari candidati siano informati, sensibili e partecipi della questione e soprattutto come intendano affrontarla per assicurare al Comune un ruolo di primo piano nella valorizzazione del castello. Purtroppo i presupposti non sembrano essere dei migliori visto che in occasione dell’ultimo consiglio comunale utile prima delle nuove elezioni non è stato approvato il “Progetto per un uso pubblico per fini socio-culturali e turistici del castello di Santa Severa” appositamente predisposto dal direttore del museo Dott. Flavio Enei, in collaborazione con il Comitato e l’architetto David Pennesi. La mancanza del numero legale ha impedito all’assemblea di approvare le importanti indicazioni progettuali che da diversi mesi attendevano di essere inserite all’ordine del giorno. Alle Associazioni costituenti il Comitato la mancata approvazione del progetto non è piaciuta proprio e sono pronte se necessario ad una nuova e ancora più grande mobilitazione. Anche per questo motivo si è deciso di incontrare i candidati, in modo da capire subito gli indirizzi e muoversi di conseguenza con l’opinione pubblica e con gli elettori. Scampato, speriamo, il pericolo della privatizzazione del bene con l’esclusione di fatto del Comune di Santa Marinella da qualsiasi decisione così come la passata giunta regionale stava facendo, si aspetta di conoscere gli indirizzi della nuova amministrazione Zingaretti che almeno in teoria sembrerebbe essere più vicina alle idee fino ad oggi elaborate dal Comitato. Se ne discuterà il 19 prossimo con l’uscente sindaco Roberto Bacheca e i candidati Massimiliano Fronti, Massimo Padroni, Eugenio Fratturato e Renzo Barbazza, sarà un bel momento di confronto civile e democratico, di certo alla presenza di tanti cittadini che sapranno partecipare, capire e scegliere. Chiarimenti saranno richiesti anche sulla questione delle ultime nuove concessioni di spiagge libere a privati che vedono scomparire ulteriori tratti di costa pubblici per essere trasformati di fatto in stabilimenti a pagamento. Molto grave è la situazione delle sabbie nere a sud del castello dove tra l’area archeologica di Pyrgi e la Riserva Naturale di Macchiatonda, il grande parco archeologico-naturalistico previsto nel progetto, si prosegue nell’impianto di strutture attrezzate che vanno a deturpare e privatizzare l’ultimo tratto di costa ancora intatta e naturale esistente nel territorio di Santa Marinella. Una vera vergogna. L’estate si avvicina e per il castello di Santa Severa e dintorni sarà certamente molto calda. Il Comitato si prepara alla battaglia e ad una nuova intensa stagione di attività che vedrà l’antica Rocca al centro di tante iniziative culturali e di spettacolo che le varie Associazioni organizzeranno per tenere desta l’attenzione del pubblico e far vivere comunque il complesso monumentale in attesa della sua completa riapertura.


il Comitato per il Castello di Santa Severa




martedì 7 maggio 2013

LADISPOLI: ALLA SCOPERTA DELLA STORIA E DELL’ARCHEOLOGIA, DAL 15 MAGGIO INIZIA IL CORSO IN BIBLIOTECA


Mercoledì 15 maggio presso la Biblioteca Civica di Ladispoli “Peppino Impastato” inizierà il corso intitolato “Storia e archeologia di Ladispoli e del suo territorio, dai presupposti preistorici all’epoca moderna” a cura dell’archeologo Dott. Flavio Enei, direttore del Museo Civico di Santa Marinella “Museo del Mare e della Navigazione Antica”.
Il corso, fortemente voluto dall’assessore alla Cultura del Comune di Ladispoli Francesca Di Girolamo e dalla direttrice della biblioteca Marina Panunzi, è organizzato in collaborazione con i volontari per i beni culturali del Gruppo Archeologico del Territorio Cerite, attivi nel comprensorio da quasi 15 anni per la tutela e la valorizzazione del nostro ingente patrimonio.
L’iniziativa di divulgazione, di alto profilo scientifico, inizierà il prossimo 15 maggio alle ore 17.30 nella sala conferenze della biblioteca con la prima lezione del nutrito programma che si concluderà il 29 giugno, dopo 7 incontri e 2 uscite sul campo. I temi affrontati consentiranno ai partecipanti di informarsi sulla storia e l’archeologia del litorale di Ladispoli attraverso i millenni, dai presupposti preistorici all’epoca moderna. Saranno illustrati lo sviluppo storico dei paesaggi, i principali monumenti antichi tra i quali i resti delle necropoli etrusche e delle ville romane presenti nel territorio comunale, la città di Alsium, il castello di Palo e ovviamente Torre Flavia, simbolo della città, secondo il seguente programma:
15 maggio. Introduzione al corso: Ladispoli. Una città moderna nel litorale dell’antico territorio cerite.
22. I presupposti preistorici, la nascita della città di Caere nell’età del ferro. L’epoca etrusca.
29. La romanizzazione del territorio: Cerveteri prefettura e municipio romano, le colonie di Alsium, Pyrgi e Castrum Novum. La fine del mondo antico e del paesaggio delle ville: il medioevo e l’epoca moderna.
5 giugno: Il patrimonio storico archeologico di Ladispoli: le presenze preistoriche ed etrusche
(Fosso e Colli di Vaccina, Monteroni, San Nicola, la pianura costiera).
12. Alsium: un approdo etrusco e romano nel territorio di Ladispoli. Le ville romane del litorale ladispolano (Ad Turres, San Nicola, La Posta Vecchia, Marina di Palo, La Grottaccia, Torre Flavia, Piane di Vaccina)
15. Visita: la villa romana di San Nicola e la villa di Marina di Palo.
19. La Nave romana dei Dolia di Ladispoli
26. Il Castello di Palo, il Castellaccio dei Monteroni e Torre Flavia
29. Visita: la Nave dei Dolia di Ladispoli nel Museo del Mare e della Navigazione Antica. Conclusione del corso e consegna degli attestati.

E’ utile ricordare che il corso è aperto a tutti ed è completamente gratuito per i partecipanti. Un’occasione importante, da non perdere, ai fini della migliore diffusione della conoscenza e della crescita civile e culturale dei cittadini.

Un attestato di partecipazione sarà rilasciato soltanto a coloro che avranno seguito le lezioni e le uscite fino ad un massimo di tre assenze totali. Il corso che si rivolge in particolare ai giovani, agli studenti e agli insegnanti, può essere considerato valido come aggiornamento e come credito formativo.

PER INFORMAZIONI ED ISCRIZIONI

Biblioteca Comunale di Ladispoli “Peppino Impastato”
Tel. 06.99220889 (orario ufficio)

Gruppo Archeologico del Territorio Cerite

Tel. 0766.571727 (mar.gio.sab. ore 10-12).
 

domenica 5 maggio 2013

La Donna e l'Amore nella via del Cavaliere - recensione


La Donna e l'Amore nella via del Cavaliere
2 maggio 2013, Raido - Roma

Conferenza del Prof. Mario Polia

Per questa occasione dobbiamo ringraziare le ragazze del cuib femminile di Raido per l'accoglienza e la disponibilità oltre al Prof Mario Polia per le sue parole che vengono sempre apprezzate.  Ci accingiamo modestamente a trasmettere, solo quanto appreso, per chi magari voleva partecipare ma non ha potuto.

L'appuntamento di ieri sera è stato molto significativo, Mario Polia ha affrontato infatti due aspetti molto trascurati nei "tempi moderni": quello della figura femminile e della sua importanza fondamentale nel cammino dell'uomo della Tradizione. Successivamente la valenza straordinaria dell'amore incondizionato tra un uomo e una donna. Due aspetti distinti ma legati alla vita di entrambi.
 Se oggi infatti la donna viene trattata esclusivamente come un oggetto o nella migliore delle ipotesi
al pari di un uomo, come un numero o un ingranaggio del sistema, un tempo neanche troppo lontano ella assumeva un ruolo fondamentale nella crescita e nella vita di un uomo. La Donna ha una sua natura, diversa da quella dell'Uomo ma non per questo inferiore. Alla donna spettava quindi fino a poco tempo fa il ruolo di madre e di educatrice della vita di un uomo, un ruolo prettamente femminile, proprio perché appartenente alla sua più profonda natura.
La figura di educatrice era fondamentale perché permetteva all'uomo di acquisire i valori sacri per la vita, la preghiere e gli ideali. A riguardo si pensi alle figure delle nonne o delle madri, all'amore incondizionato trasmesso ai loro figli tramite i racconti o le fiabe e all'educazione al Sacro tramite le preghiere. Questa dimensione dell’educazione non è mai stato un ruolo che spettava all'uomo o tanto più allo Stato, il suo surrogato - quando lo Stato ad esso si è sostituito alla donna in questo compito – ha dato i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Ragazzi allo sbando, senza valori e senza un orientamento chiaro e definito. Ragazzi che cercano modelli da imitare alla televisione o al cinema e  sempre più spesso lontani da un sereno e stabile ambito familiare.

Così come importantissimo è il ruolo della donna come educatrice, altresì importante è il ruolo che assume la donna che decide di percorrere la sua vita al fianco di un uomo, ella assume infatti il compito di spronare l'uomo nella sua lotta quotidiana, di destarlo dal suo torpore, dal suo impigrimento, senza partecipare con lui alla battaglia ma percorrendo un cammino differente che porta però nella stessa direzione. La donna che decide di percorrere la sua vita con un uomo che condivide i suoi stessi ideali, darà se stessa in nome dell'Amore, al pari dell'uomo. Il loro donarsi incondizionatamente darà frutti straordinari, il loro Amore, veritiero, durerà a lungo e porterà entrambi al compimento del proprio destino.

Nell'esempio del periodo cavalleresco questo concetto è più chiaro, la dama infatti legava la sua vita al cavaliere. Non andava con lui in battaglia, non partecipava alla guerra, ella aspettava il ritorno del suo amato sapendo che sarebbe anche potuto perire in battaglia. Il suo amore incondizionato, la portava a spronare il cavaliere alla battaglia, non a tenerlo sotto il suo grembo. Ella donava lui una sciarpa con ricamato il suo nome o quello della sua casata, il cavaliere avrebbe poi appeso quel drappo alla sua lancia e lo avrebbe portato sul campo di battaglia. Da lì traeva forza, da quel gesto egli ricambiava il suo amore incondizionato andando in battaglia per  poter fare ritorno e poter vedere anche solo un sorriso sul volto della donna amata, sapendo anche di poter non tornare ma con la consapevolezza  che il suo amore e quello della sua dama non sarebbe morto con lui in battaglia.

Oggi la donna ha dimenticato l'importanza di spronare il suo uomo, di spossarlo dalla sua pigrizia.
Oggi la donna in chiave del tutto egoistica vorrebbe l'uomo tutto per se, che si occupi della spesa, della casa di darle attenzioni ma che non prenda impegni di alcun tipo, che lo distolgano da lei. Tutto ciò non Nobilita l'uomo, al contrario lo debilita a zerbino. Una donna che dichiari il proprio amore per il suo uomo deve essere consapevole che con il suo comportamento ella può e deve destarlo. La donna deve prendere coscienza di questo straordinario dono che ha e dovrebbe quindi esaltare le qualità del suo uomo. Solo la Donna può avere questa funzione, uomo e donna anche se diversi sono indissolubilmente legati, e, se consapevoli dei loro ruoli, diventano capaci di grandi cose.
Il ruolo fondamentale che ha la donna nella vita di un uomo, si evince anche nelle società più antiche, in quella Greco-Spartana così come in quella Romana, dove la donna non aveva il mero compito di restare in casa a badare alle serve e ad annoiarsi, ma assumeva una funzione Sacra al contrario di quanto vorrebbero far credere oggi. Si pensi alle donne di Sparta che davano alla luce guerrieri, si pensi alla figura di Rea Silvia, madre di Romolo e Remo, che dà alla luce il fondatore di Roma, si pensi a Vesta e alle vestali, donne che avevano esclusivamente un ruolo centrale e primario nella società Romana.

Così come la donna, anche l'uomo deve prendere coscienza della forza che l'amore incondizionato dai tornaconti personali, casto e devoto,  alimenta in lui un fuoco che lo sprona alla lotta, alla morte, e quindi alla Vita. Un uomo che acquisisce questa conoscenza, che si dona in nome del giusto, che si sacrifica per il giusto, spinto dall'amore sacro, ha già vinto. Anche se perderà o morirà
Egli avrà vinto, perché il fuoco non verrà spento ma continuerà ad ardere per l'eternità. Quel fuoco sacro è legato ed alimentato dall’Amore e farà si che compirà imprese eroiche e belle, dal suo quotidiano, fino alle battaglie più grandi.

In conclusione, si è aggiunta questa citazione di Leon Degrelle tratta da Militia: "La felicità esiste solo nel dono, nel dono completo; il suo disinteresse gli conferisce sapori d'eternità; esso ritorna alle labbra dell'anima con una soavità immortale. Donare! Aver visto occhi che brillano per essere stati compresi, colpiti, appagati! Donare! Sentire le grandi onde di felicità che fluttuano come acque danzanti su di un cuore pavesato
all'improvviso di sole! Donare! Aver colto le fibre segrete che tessono i misteri della sensibilità! Donare! Avere il gesto che consola, che toglie alla mano il suo peso di carne, che consuma il bisogno di essere amato!"

L’augurio è che questo breve riassunto possa essere di aiuto, per comprendere il clima e il portato dei grandi temi esposti alla conferenza di ieri. Si ricorda inoltre che presso la sede del Centro Studi Aurhelio sarà presto possibile, trovare il saggio scritto dal Prof. Polia "La donna e l'amore nella via del cavaliere". Il testo la riedizione, rivista ed ampliata, dell'ormai introvabile "Il Mistero Imperiale del Graal. Il Mistero della Dama" (Quaderni di Avallon, n. 0)

Il Siberiano

sabato 27 aprile 2013

Castrum Novum project 2013


Pubblichiamo la segnalazione del  direttore del Museo Civico di Santa Marinella Dott. Flavio Enei

Cari Amici,

vi segnalo che il Museo Civico in collaborazione con il Gruppo Archeologico del Territorio Cerite organizza per i prossimi mesi estivi un campo didattico di archeologia nell’ambito del progetto di ricerca italo-francese in corso dal 2010 nel sito dell’antica Castrum Novum. Il campo consentirà ai partecipanti di contribuire allo studio ed alla valorizzazione del sito in preparazione della campagna di settembre che si svolgerà insieme agli amici e colleghi delle università francesi di Lille 3 e di Amiens con la supervisione della Soprintendenza Archeologica per l’Etruria Meridionale.
Vi allego la locandina con gli indirizzi di riferimento per le informazioni e le prenotazioni (solo 12 posti disponibili!).

A presto e Cari saluti da Pyrgi

Flavio Enei


venerdì 26 aprile 2013

La donna e l'amore nella via del cavaliere


Giovedì 2 maggio, ore 20.30

Presentazione editoriale di
"La donna e l'amore nella via del cavaliere", edito da RAIDO

Il testo è la riedizione, rivista ed ampliata, dell'ormai introvabile "Il Mistero Imperiale del Graal.
Il Mistero della Dama" (Quaderni di Avallon, n. 0. Direttore responsabile Mario Polia).

Interviene l'autore:
Mario Polia

L'evento è a cura del Cuib Femminile di RAIDO
cuibfemminile@raido.it

Il Centro Studi Aurhelio, organizza la trasferta a Roma.
Partenza equipaggio alle ore 19.00 a Santa Marinella


domenica 21 aprile 2013

XXI APRILE




Fresca è la sera ed il vento lieve
con Vespero che brilla sopra ai monti
dov’è sparito il sole e brontola Vulcano:
tempo propizio a celebrare il rito.

Il sacro alloro illumina e colora
il vivere mutevole e instancabile;
ci guida intorno ai battiti del cosmo
riconciliati ai luoghi e alle presenze.

Placata angoscia di un presente nudo
privo di slanci e conoscenza vera,
estinta nelle fiamme più non frena
il fermo passo avviato a primavera.

Mai più rimpianti o esitazioni vane:
questa è la vera fonte che disseta.
E andrà compatto il giovane drappello
nel limitare fausto della sera...

sabato 20 aprile 2013

venerdì 19 aprile 2013

Cineforum Aurhelio: The Eagle [recensione]


Roma Orma Amor – Approssimandoci al XXI Aprile ….

Tra le varie attività finalizzate a sottolineare l’importanza di Roma, nell’anniversario della sua nascita, il Centro Studi Aurhelio ha organizzato una serata - cineforum in cui, ovviamente, il tema centrale è stato Roma, i suoi Valori e i suoi Simboli, attraverso la diffusione di un documento che raccoglie numerosi articoli e riflessione, oltre alla visione del film The Eagle.


Prima della visione, un’apericena in cui si sono scambiate quattro chiacchiere in tranquillità, dando anche la possibilità a chi, per la prima volta partecipa ad un evento aurhelio, di conoscere meglio quelle che sono le attività principali del centro e di dare un’occhiata all’interessante offerta di libri, cd, dvd, produzioni alimentari autarchiche e le felpe o le magliette disponibili. Dopo aver consumato la cena, ci si è spostati nella sala sottostante, allestita per la visione. Una rapido ma partecipe discorso del Responsabile, ha introdotto i presenti, ad un quadro generale su quale fosse lo Spirito della Civiltà romana. Poi, si è sottolineato il senso dell’universalità degli ideali di cui Roma è portatrice,: una civiltà fatta di uomini veramente tali, dove la fedeltà verso gli sacro e gli antenati assicura il favore delle forze trascendenti, perno attorno al quale tutti gli aspetti della romanità ruotano, in un organica armonia. Universali, quindi, anche in quanto presenti attraverso l’esempio aldilà delle contingenze storiche o spaziali, quindi applicabili, nelle dimensioni possibili, anche nel decadente abisso della modernità. Spente le luci è iniziata la visione del film …..
Il film The Eagle (del 2011 diretto da Kevin Macdonald) è l'adattamento cinematografico del romanzo L'Aquila della IX Legione di Rosemary Sutcliff e tratta, indirettamente, della leggenda sulla presunta scomparsa della Legio IX Hispana nella Britannia romana del II secolo.
Il protagonista Marco Flavio Aquila, in seguito a un congedo con onore ottenuto dopo un’azione eroica in una battaglia in difesa del suo castrum, oramai impossibilitato a combattere per Roma parte alla ricerca dell’Aquila della prima coorte della Nona Legione, della cui perdita (avvenuta oltre il Vallo di Adriano, in Britannia), è ritenuto responsabile il padre. Per riscattare l’onore di Roma e della famiglia giunge allora nelle terre percorse dal padre anni prima, accompagnato dallo schiavo Esca che, seppur Brigante nato in Britannia, essendo stato salvato da morte certa, ha giurato fedeltà a Marco. I due riescono nell’impresa di riportare il simbolo dorato in Patria, vincendo la tribù degli uomini-foca, aiutati dai legionari sopravvissuti alla spedizione ma ancora fedeli a Roma e al giuramento fatto. Dalla pellicola spicca, l’importanza del senso dell’onore che, Marco come modello di uomo romano, vuole a tutti i costi recuperare. Può farlo ritrovando l’Aquila, non un semplice oggetto metallico ma un simbolo intriso di qualità sacra e in quanto tale emanazione di forze invisibili ai più. Allo stesso modo, possono accedere a questo riscatto d’Onore, i legionari che sentono di averlo perduto fuggendo al momento di estremo pericolo, invece che morire assieme agli altri ed al loro comandante. Rimane impressa nel cuore di tutti noi spettatori, la frase di un legionario: “Quando sono fuggito da tuo padre, sono fuggito da me stesso” dice uno di essi a Marco Flavio Aquila. Emergono prepotentemente le dimensioni Universali che porta dell’idea di Roma: i due protagonisti, nonostante le diverse origini si ritrovano legati prima di tutto da un Vincolo, fondato sulla parola data virilmente , essa permette loro di rimanere uniti nel compiere l’impresa.


Un film che scuote le corde dell’anima e accende i cuori, in prossimità del Natale di Roma. L’aquila, simbolo della spiritualità più alta, espressione della volontà divina, dell’Imperium e delle genti indoarie, vola sempre alta sopra di noi. Scalando ogni giorno le montagne impervie dell’individualismo, schiacciando le ingiustizie e le menzogne della società moderna, cominciando ad intraprendere il cammino verso la vetta, forse, possiamo iniziare a sentirla più vicino a noi.





giovedì 18 aprile 2013

Il simbolo di Roma



Oggigiorno si è soliti rapportarsi a Roma come ad una mera città turistica le cui rovine e monumenti non rappresentano nient’altro se non un’occasione per farsi immortalare in una foto ricordo mentre si è in vacanza. Complice di questa attitudine errata oltre alla superficialità della gente, troppo indaffarata per guardare oltre le contingenze e il quotidiano,  gli stessi storici contemporanei che fedeli come sono allo scientismo, pretendono di insegnarci  ciò che trascende l’approccio empirico. Eccoli allora attribuire la grandezza di una volta della Roma imperiale alla fortuna o all’addestramento militare senza riconoscere le motivazioni spirituali profonde e l’idea universale di cui si fece interprete.
Nell’antico Impero romano essi vedono solo la vastità territoriale non l’Ideale che dominava queste terre. Loro guardano al passato per le speculazioni intellettualoidi fine a se stesse e per i potenziali fini pratici nel presente, possibilmente commerciali, mentre a noi ci interessa il tempo trascorso fin quanto c’è su di lui il riflesso dell’eterno. Come scrive Plutarco, Roma “non avrebbe potuto assurgere a tanta potenza se non avesse avuto, in qualche modo, origine divina, tale da offrire agli occhi degli uomini, qualcosa di grande e di inesplicabile”.
Diversamente dall’attuale Unione europea fondata sull’ideale materiale dell’interdipendenza economica dei popoli e sull’ideologia dell’individualismo assoluto di cui la dichiarazione dei diritti dell’uomo ne è il manifesto, la Roma imperiale incarnò la spiritualità ardente e virile portatrice di luce rappresentata dai valori di Ordine, Eroismo, Virilità, Volontà, Gerarchia, Aristocrazia e Impero. Roma, prima ancora di vincere la piccola militare guerra santa si era proposta di vincere la Grande guerra santa tracciando un modello di uomo e di stato fondati su principi di ordine superiore quali l’Onore e la Fedeltà. “Roma era fondata sulla parola data” (R. Sermonti).
Alla stregua di un atleta che può avere i muscoli più definiti che vuole e che non sarà mai in grado di vincere se dentro di se non arde innanzitutto di una volontà positiva, virile, e sana di  superarsi, allo stesso modo le ben addestrate legioni romane sarebbero servite a ben poco senza un ideale Sacro a monte delle loro campagne militari di cui farsi i messaggeri.
Il 21 Aprile si festeggia il Natale di Roma, occasione ulteriore per meditare sul Mito di Roma “forza formatrice della realtà che si palesa in gesta, avvenimenti ed anche istituzioni le quali per tale via assumono un significato simbolico” (Evola).
Nico di Ferro

martedì 2 aprile 2013

“Indirizzi per l’Azione Tradizionale. Scritti di educazione e formazione militante”

Reperibile presso il Centro Studi Aurhelio:

Indirizzi per l’Azione Tradizionale 
Scritti di educazione e formazione militante RAIDO76 pp. – 8,00 €

Gaetano Alì
«Maestro è colui che conosce la strada per averla percorsa, e Gaetano è stato per tutti quanti noi maestro e guida. Prima di tutto per le sue doti umane, per la sua capacità di amore per il fratello e dedizione alla causa; e poi per l’eccezionale conoscenza dottrinaria, nutrita di sapienza meditante e di studio approfondito dei testi tradizionali, dove la lettura diventa distillato di conoscenze. Il suo più grande merito è stato, in questi lunghi anni, quello di averci tolto ogni illusione, aprendoci gli occhi e sostituendo ai sogni le certezze. Ci ha mostrato gli indubbi limiti dell’attività politica e l’inconsistenza delle velleità rivoluzionarie ad essa legate; proponendoci l’alternativa percorribile dell’azione tradizionale»


Estratto dalla Premessa
«Gli articoli che compongono questa pubblicazione, apparsi sulla rivista ‘Heliodromos’ a partire dal 1979 e firmati con degli pseudonimi, sono stati selezionati in collaborazione con la comunità dei “Centri Studio di Formazione Tradizionale Heliodromos” per la natura politico – militante e per la peculiarità formativa e pedagogica dei contenuti [...] al termine degli articoli di Gaetano, abbiamo inserito una postfazione curata dalla Comunità Militante Raido sul metodo di azione tradizionale, per evidenziare quella natura prospettica [...] per ribadire l’importanza della tramandazione tra le generazioni, la continuità tradizionale tra chi lascia e chi ha il dovere di proseguire»

fonte: AzioneTradizionale

domenica 31 marzo 2013

Dal Friuli, dai reconditi antri delle tradizioni ..

In una lettera di denuncia all'inquisizione del 1624 si segnala che donne e uomini del paese friulano di Palazzolo eseguissero questa danza cantando in due cori per evocare la pioggia. Di tale ballo è pervenuta versione scritta nel volume Il primo libro dei balli accomodati per cantar et sonar d'ogni sorte de instromenti di Giorgio Mainerio Parmeggiano Maestro di Capella della Santa Chiesa d'Aquilegia, nel 1578.


sabato 30 marzo 2013

Santa Marinella - Vendita Istituto e Chiesa del Monte Calvario


E’ proprio certo che la società possa venderlo?

Nel corso degli ultimi giorni, oltre alle voci che si sono rincorse, abbiamo potuto apprendere dagli organi di stampa che la Congregazione per risanare un bilancio fallimentare, intenda vendere lo storico Istituto e l’antica Chiesetta. Oltre ad esser felici per l’intervento di Don Salvatore per salvaguardare il luogo di culto da meri interessi di ordine speculativo, riteniamo che sulla vicenda ci siano aspetti importanti che vadano assolutamente considerati. E’ legittimo che un atto d’amore verso i bambini di Santa Marinella, debba perdersi nei meandri del ripianamento finanziario, a causa di pessimi amministratori? Dalle ricerche che abbiamo effettuato su alcuni testi, le cronache di quei tempi, ci narrano che il terreno ed il manufatto esistente sia stato donato nel 1911 dalla Principessa Flaminia Odescalchi agli orfani ed ai bambini delle maestranze di Santa Marinella e dato solo in gestione alla Congregazione delle Suore dell’Addolorata al Monte Calvario. La donazione – come segnala Carlo Astolfi in “Santa Marinella nella Storia” – ha l’intento di far nascere un asilo ed una scuola di lavoro. Premesso che non ci è dato, purtroppo, conoscere tutti i dettagli della vicenda e che dal 1911 il manufatto (in origine era solo un terreno con un capannone) si è sicuramente valorizzato ed è stato utilizzato per fini caritatevoli e di accoglienza, l’interrogativo si fa stringente. E’ possibile che un edificio religioso donato allo scopo di sostenere i bambini in difficoltà possa essere oggetto di ripianamenti finanziari? 

Ancor di più, ci chiediamo se possa esservi qualche sopravvissuto - a cui, di fatto, è stato donato il terreno e il manufatto dalla Principessa Odescalchi, che possa in qualche misura rivendicare, se non la proprietà, almeno la funzione sociale dell’immobile. Cionondimeno ed in subordine, riteniamo che vi debba essere una separazione equa tra quello che era in origine e le successive migliorie. Per tutte queste ragioni il Centro Studi Aurhelio intende sollecitare gli organi di competenza a verificare tutte i dettagli dell’operazione e – qualora vi fossero ancora dei sopravvissuti o eredi di essi – le opportune indagini, affinché un atto d’amore nei confronti dei bambini della nostra cittadina, come quello della Principessa Flaminia Odescalchi, non venga estinto per una operazione speculativa.

sabato 23 marzo 2013

V di vittoria (della controtradizione)


La V di vittoria, analizzata in un interessante articolo che ne svela le origini passando per il famoso gesto di Curchill, ricollegandola ai giorni più recenti, dimostrando come esso si presenti come nefasto segno della degenerazione della modernità, destinata a sfociare nel caos.

Il 13 maggio 1940, parlando alla Camera dei Comuni in qualità di Primo Ministro, Winston Churchill, nel suo celebre discorso su «sudore, fatica, lacrime e sangue», concludeva in questo modo: «chiederete quale sia ora il nostro compito. Posso rispondere in una parola: Vittoria, vittoria ad ogni costo, vittoria a dispetto di ogni paura, la vittoria, anche se la strada può sembrare lunga e difficile, perché senza vittoria non ci può essere sopravvivenza». (1)
Il concetto, ripetuto variamente e puntualmente dalla macchina della propaganda entrò nella mente della popolazione, divenendo un concetto chiave per tutto il successivo svolgimento del conflitto. In questo clima di forte tensione emotiva, esasperato da una guerra di difficile risoluzione e da uno sforzo bellico estremamente oneroso e pieno di sacrifici, maturò più o meno spontaneamente quel che si chiamò la V-for-Victory Compaign, una delle operazioni più famose della guerra psicologica di tutto il conflitto.
La sua nascita sembra in realtà alquanto banale. Nel gennaio 1941, Victor de Laveleye, un politico belga rifugiato in Inghilterra e collaboratore della BBC per i programmi riguardanti il Belgio, parlando dai microfoni dell’emittente britannica, si rivolse ai suoi compatrioti suggerendo l’uso e la diffusione del segno V, espressione sia del francesevictoire sia del vrijheidfiammingo (la libertà), come atto di resistenza e sfida all’occupante.
L’idea sembrò buona e così alcuni mesi dopo, per la precisione il 20 luglio, la BBC decise, col parere positivo di Churchill, di lanciare la campagna su vasta scala. Forte di impianti radiofonici in grado di arrivare ovunque, la radio inglese diffuse il messaggio propagandistico in tutti i paesi d’Europa. La voce al microfono era quella di Douglas Ritchie, autore radiofonico e poi direttore delle trasmissioni BBC per l’Europa. Parlando con lo pseudonimo di «colonnello Britton» egli teneva discorsi per gli ascoltatori d’oltremanica, spesso incitando al sabotaggio e alla resistenza. La trasmissione veniva aperta da un segnale in codice Morse, tre punti e una linea, che traduceva in suoni la lettera V, seguita poi dall’inizio della Quinta – V – Sinfonia di Beethoven, che inizia in maniera simile al segnale Morse, con tre note corte e una lunga.
Venne poi spiegato come fosse facile riprodurre il ritmo e come con un battito di mani, col fischio di un treno o con il suono di una campana fosse possibile lanciare un messaggio di partecipazione attiva allo sforzo bellico. Si poteva collaborare anche dipingendo sui muri la lettera, con gesso o con vernice, o naturalmente fare il noto gesto con la mano; lo stesso Churchill da quel momento in poi, amò farsi rappresentare in quella posa, che diventerà una sorta di icona, una immagine che si fisserà per molto tempo nell’immaginario collettivo, anche dopo la sospensione della campagna di propaganda, nel 1942.
E anche oggi tale segno, ripetuto, esercita una certa attrattiva. Tale messaggio nella sua semplicità possiede infatti sicuramente doti di comunicativa non comuni, e, testimone il suo successo, dimostra di avere un valore simbolizzatore superiore alle artificiali produzioni propagandistiche. Richiama infatti simboli lontani, significati profondi, valori archetipici essenziali che se opportunamente rievocati manifestano apertamente tutto il loro potere.
La storia di questo segno è intessuta di coincidenze significative e dimostra, in tutti i suoi riferimenti più o meno diretti, di avere qualcosa di magico. La sua stessa origine non è del tutto chiara.
Aleister Crowley pretese di avere fornito l’idea e di averla fatta pervenire a Churchill tramite alcuni suoi contatti nel servizio segreto MI5. A suo dire, dopo aver soppesato la questione e considerato varie alternative, egli avrebbe fatto ricadere la scelta su questo particolare simbolo a causa dei suoi significati e le sue implicazioni occulte. (2) Il simbolo della V sarebbe infatti stato tratto da un rituale, il Lesser Ritual of the Hexagram, che Crowley non aveva inventato ma che aveva per primo divulgato nel 1910 sulla rivista The Equinox (I, n. 3, 1910). Rituale che metteva in scena il dramma cosmico della morte e della rinascita di Osiride, e che era caratterizzato dalle tre lettere LVX, ognuna con un significato diverso. In una delle fasi del rituale l’operatore di magia doveva imitare col corpo le tre lettere, ognuna delle quali aveva un suo particolare significato. La L rappresenta il lutto di Iside, mentre la V rappresenta Apophis o Tifone, e la X la resurrezione di Osiride.
Le prime due sono utili ai fini del nostro discorso, poiché il lutto di Iside è causato dalla morte di Osiride operata da Tifone. La V rappresenta Tifone o Apophis, divinità distruttrici, nemiche delle forze solari. Il simbolismo spiega l’impiego della V come un contrasto allo svastica, datosi che Tifone uccide Osiride, causando il lutto di Iside.
Il mito narrato da Plutarco viene quindi rielaborato e messo in scena nell’atto magico, e le forze tifoniane vengono utilizzate per contrastare il valore solare dello svastica, (Osiride è figlio del sole). È da notare anche il valore analogico attribuito ad Apophis, dio serpente che secondo il mito è in perenne lotta col dio sole Ra (si confronti anche la lotta di Apollo col serpente Pitone).
Gli antichi miti egiziani vengono riattualizzati e utilizzati come strumenti magico-simbolici. La guerra si combatte non solo con le divisioni corazzate, ma anche con segni e simboli, con forze occulte che pur non mostrandosi fanno comunque sentire la loro efficacia.
Non è però detto che sia stato Crowley il vero ispiratore dell’operazione, come non è detto che questo gesto sia stato derivato da una informazione diretta, essendo a nostro avviso, nato quasi spontaneamente, anche se non casualmente.
Il particolare clima psichico determinatosi nel periodo bellico, e la «saturazione» raggiunta dalle idee distruttrici, possono aver fatto emergere archetipi e antichi segni? Oppure sono stati altri ambienti a suggerire determinate scelte?
Sappiamo per certo che Crowley non ha inventato il rituale, che è invece stato ricavato e poi riadattato dalla più datata cerimonia del gradoAdeptus Minor, rituale praticato già dalla Golden Dawn per vari decenni, rituale in cui similmente la lettera-glifo V rappresentava Apophis e Tifone e la L il lutto di Iside. (3)
Di più non è possibile dire, considerati anche i tenui nessi esistenti in questi casi tra i rapporti di causa ed effetto, e soprattutto l’importanza mai abbastanza ricordata della possibilità di produrre stati d’animo e influenze più o meno dirette sulle decisioni e le scelte degli uomini.
Ci basta per concludere un’altra coincidenza significativa: il gesto del V mima in maniera diretta una delle fattezze fisiche di Tifone, così come la tradizione e l’iconografia ce lo hanno presentato. Egli è il dio dalla testa d’asino, che ha inoltre l’asino come cavalcatura privilegiata (cfr. Plutarco, De Iside et Osiride, §§ 30-31). Il gesto della mano richiamerebbe quindi le orecchie d’asino di Tifone e ne riprodurrebbe la caratteristica fisica peculiare, un piccolo atto di magia simpatica, una involontaria evocazione del principio distruttore, principio sovvertitore che libera le forze del caos, quello stesso principio che dopo la sua vittoria nella guerra potrà esplicare pienamente la sua attività nel nuovo mondo «pacificato».

Renzo Giorgetti

(1) May 13, 1940, First Speechas Prime Minister to House of Commons
(2) Richard Kaczynski, Perdurabo: The Life of Aleister Crowley. North Atlantic Books, 2010, pp.511-512.
(3) Israel Regardie, The Complete Golden Dawn System of Magic, Falcon Press, 1994, vol.VII, p.53. Si veda anche il “rotolo volante” n.X, istruzione interna all’ordine riguardante il grado (5)=[6] Adeptus Minor, ora pubblicata in Proiezione astrale, magia e alchimia – rituali segreti della Golden Dawn, ed. italiana a cura di G. De Turris e S.Fusco, Mediterranee, 1980, pp.113-121.