sabato 17 luglio 2010

Berardino Viola, di Diocleziano Giardini

Il brigantaggio nella Marsica e nel Cicolano.

Rapporti con il sanguinario Candido Vulpiani. La lotta contro il brigantaggio.


Berardo Viola (brigante) statura bassa, corporatura giusta, capelli castani, ciglia castane, occhi castani. Il brigantaggio, senza scendere nei minimi dettagli, ha avuto in Abruzzo due fasi: la prima sotto la dominazione spagnola nel XVI sec. , e la seconda negli anni dell'unità d'Italia nel XIX sec. L'Abruzzo era per sito geografico il più idoneo per il proliferare del brigantaggio, infatti il suo aspetto aspro e montuoso, il confinare direttamente con lo Stato Pontificio, permetteva più facilmente di passare da una parte all'altra a seconda delle situazioni.

I nostri cittadini sceglievano la strada del banditismo MicrosoftMicrosoft spinti dalle misere condizioni di vita in cui erano, e da motivi politici; avversavano chi li aveva liberati (i Piemontesi) e andavano a favore di chi da sempre li aveva oppressi (i Borboni ), quindi parteggiavano per la Restaurazione ed in questa aspirazione erano appoggiati dai fedeli borbonici e anche se non apertamente, dallo Stato Pontificio che preferiva i Borboni ai Piemontesi (che predicavano l'unità d'Italia, quindi la soppressione della Stato Pontificio). Gli storici hanno dato molte interpretazioni sui motivi e sui perché del brigantaggio, io mi fermo qui, e vi narro con l'aiuto dei documenti la storia di uno di questi innumerevoli briganti che operarono nel Cicolano e nella Marsica: Berardo Viola. Il personaggio del romanzo "Fontamara" di Ignazio Silone, Berardo Viola, altri non era che il nipote del brigante.

La madre di Berardo, nel romanzo parla di una antica maledizione della famiglia "Dio lo vuole brigante. E' il destino dei Viola". Tra i cafoni fontamaresi si udiva: "quello finirà come suo nonno, il famoso brigante Viola ", Quindi Berado Viola non è esistito soltanto nella fantasia dello scrittore pescinese, ma anche nella realtà Berardo Viola o Berardino Viola di Taglieti, nato il 24 novembre 1838 a Vallesecca al confine tra la Marsica e il Cicolano, dal Padre Angelo guardia doganale e dalla madre la filatrice Marianna Rossetti. Arruolatosi giovanissimo fra le guardie nazionali, mentre veniva effettuata un' azione di repressione a Fiamignano, dove il popolo si ribellava per la fame e per le ingiustizie, disertò e passò con i rivoltosi. Ebbe così inizio la carriera di brigante del nostro Berardino che fu talmente coinvolto nel nuovo "mestiere" che divenne in breve tempo uno dei "migliori". Nel 1862 uccise a coltellate il brigante Berardino Colombo, successivamente partecipò al saccheggio di Pagliara, egli stesso portò come trofeo del "trionfo" la testa di un guardiano di Vallecupola infilzata su di una rudimentale lancia. Nei mesi che seguirono instaurò un rapporto di "lavoro" con il sanguinario brigante Candido Vulpiani, il sodalizio portò a numerosi delitti e ruberie nel Cicalano, nel rovetano e nella Marsica. Ben presto però questo rapporto ebbe termine, il nostro Berardino infatti durante una delle molte liti con il Vulpiani lo ferì a morte.

Nel 1865 Berardo fu arrestato ma non fu giustiziato, perché era diventato il primo brigante-pentito. Il 26 febbraio 1866 risulta rinchiuso nel carcere di Tivoli, insieme al collega Micarelli Achille, così si legge in una richiesta di estradizione del Procuratore Generale della Corte di Appello dell'Aquila; qualche mese dopo, il 23 settembre 1866 la do- manda di estradizione viene respinta dallo Stato Pontificio. In un manifesto della Prefettura della Provincia dell'Abruzzo Ulteriore 2° (L'Aquila), il reggente G. Coffaro con data 26 novembre 1866, pubblica il risultato ottenuto nella lotta contro il brigantaggio, elencando i briganti arrestati, costituitisi ed anche i ricercati con le loro rispettive taglie; tra i nominativi vi è anche Viola Berardino, elencato tra i detenuti in attesa di processo. Con una lettera del18 maggio 1867, il Ministro dell'Interno, informa il Prefetto dell'Aquila che sul vaporetto "Conte Boniacchi" nel mese di aprile furono arrestati a Marsiglia, insieme ai capibanda Antonio Cozzolino detto Pilone, Carmine Maria Donatello detto Crocco e Berardino Viola, anche altri individui con passaporto pontificio col nome di Firico Domenico, Spera Giovanni, Satalmi Nicola, Pasca Antonio, Pizzoni Ferdinando, Piccirilli Luigi e Mazzero Giuseppe. Quindi se Berardino il 26 Febbraio 1866 risulta rinchiuso nel carcere di Tivoli e il 18 maggio 1867 si attesta che è stato arrestato in aprile, risulta evidente che era stato scarcerato oppure era evaso.

Nuove incursioni sanguinarie in Avezzano, Petrella Salto, nel Rovetano e nella Marsica segnano i periodi di libertà tra un'arresto ed una scarcerazione (o evasione). Viene nuovamente arrestato nel maggio del 1868 e in una lettera del 29 luglio che il Prefetto dell'Aquila invia al Ministero dell'Interno, Segretariato generale di Firenze, così si legge, insieme al numero dei componenti della banda Viola (n06 elementi) e alla descrizione dei connotati del capo banda Berardino Viola: età 29, statura bassa, corporatura giusta, capelli castani, ciglia castane, occhi castani. Nella lettera di risposta del 23 agosto 1868, il ministro comunica che il "Viola travasi presentemente detenuto, per imputazione di brigantaggio, nelle carceri delle terme di Diocleziano; degli altri due Crocco e Pilone, si sa solamente che travasi nel Pontificio. Il Governo si sta adoperando per ottenere l'estradizione; ma ha motivo di dubitare dell'esito favorevole delle sue pratiche, almeno per ora, non avendosi diritto di domandarla altrimenti che nelle vie ufficiali, giacché i tre capi-banda predetti vengono considerati quali compromessi politici". La lettera conclude con le disposizioni da adottare ai confini del Regno con lo Stato Pontificio per poter arrestare i briganti in caso di ingresso. Il sottoprefetto di Cittaducale con una lettera al Prefetto dell'Aquila del 23. 11. 1868 informa che come dalla acclusa lettera del sindaco di Petrella Salto, il famigerato capo banda Viola, attualmente carcerato in Roma chiederebbe di costituirsi alle nostre autorità. Nella risposta il Prefetto accoglie la richiesta a livello personale, ma non garantisce ere venga accatta a livello costituzionale però si impegna a concedergli un salvacondotto fino al processo e successivamente redigerà un rapporto al Governo chiedendo clemenza sovrana per il Viola; ma Berardo forse non persuaso dalla risposta.

Il 6 marzo 1869, insieme ad Antonio Cozzolino detto Pilone fugge dal carcere di Roma, ne!la lettera il Prefetto di Napoli ai Prefetti dell'Aquila , Grosseto, Perugia, ai Sottoprefetti di Avezzano e Cittaducale informa che Viola durante la fuga rimase ferito. Rapine, omicidi, angherie, assalti segnano questa fuga. Viene nuovamente arrestato e incarcerato nello Stato Pontificio il 30 marzo 1869, il suo amico Pilone riesce a fuggire anche se con una gamba rotta. Tra smentite, affermazioni e visioni del Viola, si sa per certo che fino alla fine dell'anno 1869 e 1870 è rinchiuso nel carcere Pontificio di Palermo. In questo anno si perdono le tracce di Berardino Viola nei documenti ufficiali. Si entra così nella storia scritta, nelle notizie degli storici e tutto è facilmente opinabile.

Di certo posso inoltre affermare che Berardino Viola è stato e rimarrà un brigante "Buono" (anche se in alcune circostanze è stato truce e barbaro, era il "mestiere" o le "compagnie"). Dalla sua prima apparizione (quale disertore) aiuta il popolo contro l'oppressore, i tiranni e di questo gliene saranno sempre riconoscenti (nascondendolo e aiutandolo).

Qundi un brigante del popolo o dal popolo. Egli nelle sue scorribande e ruberie, amava firmare i propri "lavori" con un fiore "la viola" e un santina con l'effige di S. Berardo (Viola Berardo). Ed è così che lo lascio ricordare: Brigante - morte e distruzione la viola - morte e natura santina - pentimento e voglia di cambiare vita.

BIBLIOGRAFIA
1) Archivio di Stato dell'Aquila-atti del Gabinetto varie Buste e vari Fascicoli, sul Brigantaggio.
2) Archivio Diocleziano Giardini Pescina-Cartella n° 5 e vari fascicoli sul brigante Berardo Viola.
3) L. Braccili-storie di briganti abrurzesi- Ed.M. Ferri-AQ-1983.
4) Ignazio Silone-Fontamara-Ed. Rizzoli Bur-Maggio 1989.
5) Come eravamo - 180011900 - Il Centro - fascicoli supplemento.

Tratto da RADAR ABRUZZO


Fulvio D'Amore

Il libro di Fulvio D’Amore, che segue una estesa letteratura sull’argomento “brigantaggio”, giunge in un momento storico in cui l’autore riesce ad individuare con una linea di interpretazione “forte” una più profonda verità su vicende già largamente note. Gli avvenimenti sono pressoché sconosciuti e rievocano, con dovizia di particolari inediti, le imprese memorabili di Berardino Viola, massimo rappresentante di quel ribellismo postunitario che la storia dei vincitori condannò alla criminalizzazione.

Brossura, pag. 254

Stampato da Controcorrente

ordina su www.raido.it

venerdì 2 luglio 2010

Obiettivo raggiunto! Progetto GCG>Quota30

La famigerata quota 30 per regalare un mese di mare
ai ragazzi di Grande Casa Gialla è stata raggiunta e superata!

Un atto concreto che segue la lodevole iniziativa messa in campo recentemente dal Centro Studi Aurhelio e culminata nella conferenza “Gioventù da bruciare?” svoltasi a Palazzo del Pincio.
Siamo certi che non sarà la prima, né l’ultima delle iniziative che saranno assunte per riaffermare il mai abbastanza ricordato motto: ESSERE ESEMPIO! Oggi quanto mai necessario, per la formazione di Sé, unico metodo che conosciamo per trasmettere i valori della Tradizione.

martedì 22 giugno 2010

Un mese di mare ai ragazzi di Grande Casa Gialla

GCG Mare >Quota30
Progetto per regalare un mese di mare ai ragazzi di Grande Casa Gialla, VT


La “Grande Casa Gialla” è una struttura, in provincia di viterbo, che ospita ragazzi che necessitano di un collocamento alternativo alla famiglia, almeno in una fase della loro vita.

Si tratta di Minori che rientrano in progetti alternativi alla detenzione carceraria, minori vittime di abusi e minori che hanno ottenuto l’asilo per la precaria e pericolosa situazione nei loro paesi di origine o minori stranieri non accompagnati.

L’equipe si occupa dell’analisi e soluzione delle loro più elementari necessità oltre a quelle più complesse, come il disagio psicologico, reperimento documenti e avviamento al lavoro.
I ragazzi frequentano regolarmente la scuola, studiano, praticano sport e, visto che se lo sono meritati, si vuole mandarli un mese al mare. Tale volontà purtroppo può rimanere tale, vista la mancanza di fondi. Il Centro Studi Aurhelio, sulla scia dell’attività inaugurata con il convegno su droga e disagio giovanile, passa concretamente all’azione, promuovendo il progetto GCG Mare>Quota30.
L’iniziativa consiste nel trovare, minimo, 30 sottoscrittori per una quota di 10 euro cadauna, il cui totale garantirà ai ragazzi un mese di mare presso uno stabilimento balneare a Marina Velca che ha fornito già un grosso contributo per assicurare il minimo necessario (sdraio, lettini e ombrellone).

Per ognuno di noi sarà un piccolo sforzo, ma il risultato potrà essere grande.
Trasmettere l’idea che si ottengono i frutti solo con l’impegno ed il sacrificio.

Centro Studi Aurhelio – idee che diventano azioni
Contatti: cst.aurhelio@gmail.com

Chi volesse sostenere direttamente il progetto GCG Mare>Quota30, può farlo senza passare da noi, attraverso un bonifico intestato a

Coop Sociale Macchia Nera, via salara, 6e, 01016 Tarquinia
Causale: GCG Mare-Quota30
Banca della Tuscia
Filiale di Monte Romano (Vt)
Iban: IT23T0706773170000000020392

Centro Studi Aurhelio

GCG Mare>Quota30
Progetto per regalare un mese di mare ai ragazzi di Grande Casa Gialla, VT

Dal 21 al 29 giugno,
Contattando il Centro Studi Aurhelio
o direttamente sul CCB di Grande Casa Gialla

venerdì 21 maggio 2010

Convegno a Civitavecchia


Gioventù da bruciare?

Spunti per la riflessione su droga e disagio giovanile.

Civitavecchia 28 Maggio 2010, Aula Calamatta, ore 17,30

Intervengono

L’Assessore allo sport e alle problematiche giovanili
del Comune di Civitavecchia Dott.ssa Fulvia Fanciulli

L’Assessore ai servizi sociali
del Comune di CivitavecchiaDott.ssa Chiara Guidoni

Dott Mario Tuti,
Operatore Volontario Comunità Mondo Nuovo,
esperto in Agricoltura Sociale
Con un intervento su “Quale futuro per i nostri giovani?”

Dott. Cesare Foschi,
Educatore e responsabile di struttura.
Con un intervento su "la banalità del tutto, fondamenti di disagio".

Modererà Robert Vignola Capo ufficio stampa del Comune di Civitavecchia

Introduzione del Presidente del Centro Studi Aurhelio

Sono invitati a partecipare gli operatori della politica, del volontariato,
dell'informazione e delle istituzioni.

lunedì 17 maggio 2010

Percorsi al femminile [Novità]

La donna dalle origini ai giorni nostri

Documenti per il Fronte della Tradizione - fascicolo a cura del Cuib Femminile di Raido

Scritti di: Mario Polia, Sonia Michelacci, Ausiliarie SAF

Premessa

Come cuib femminile di Raido, era da tempo che si pensava a dar vita ad alcune iniziative che andassero a colmare, nel cosiddetto ambiente di destra, quel vuoto relativo al ruolo della donna che raramente è stato trattato e che spesso è stato inquadrato in una chiave decisamente marginale.
Negli anni, infatti, oltre ad esplicare in maniera organica il nostro lavoro nella comunità militante di Raido, abbiamo avvertito sempre più forte la necessità di fornire alcuni contributi, senza la pretesa di essere esaurienti, relativi ad una militanza al femminile.
Con il fascicolo “Il coraggio di essere donna”, - una raccolta di articoli apparsi sulla rivista Raido - abbiamo lanciato il primo segnale, riscuotendo peraltro l’interesse di molte ragazze, militanti e non, con le quali si è potuto dar vita a successive e proficue iniziative.
Ecco allora nascere “Percorsi al femminile”, un ciclo di quattro conferenze sulla donna dalle origini ai nostri giorni, un excursus storico, dove è stata disegnata una linea immaginaria, o meglio è stato tracciato un percorso per la donna che vuole muovere i primi passi verso una conoscenza ed una coscienza di sé.
Una strada di ricerca e di riscoperta che, come nel caso dell’uomo, presenta molte insidie e difficoltà ma non per questo è meno avvincente ed affascinante. All’interno di questo fascicolo, che rappresenta la controparte editoriale di quanto sopra, abbiamo raccolto, gli interventi degli ospiti che hanno partecipato, mantenendo lo stesso sviluppo logico delle conferenze. Come dire: verba volant, scripta manent!
I primi due scritti sono opera del prof. Mario Polia il quale, in “Mater et Domina”, Madre e Signora, evidendenzia l’aspetto duale della donna attraverso l’osservazione, seconda una nuova prospettiva, delle sue peculiarità e complessità: l’Afrodite Urania (la Venere, stella dell’albore), l’Afrodite pandemia (la divinità del popolo), la donna romana e la donna greca, passando anche per la figura femminile nella tradizione Inca.
Con “Il mistero della dama”, invece, l’assoluta protagonista è la donna al tempo dei cavalieri, la Dama il cui arduo compito è sostenere la ricerca della via di Giustizia e di Luce del proprio Cavaliere.

Facendo un salto di alcuni secoli, il terzo scritto evidenzia, grazie al contributo delle ausiliare del Servizio Ausiliario Femminile – S.A.F. – Nadia Sala e Velia Mirri, una tra le principali virtù femminili: la fedeltà. Chi meglio di loro, nel recente passato, ha saputo incarnarla e, con assoluto spirito di dedizione, rendersi disponibile per contribuire a salvare la patria nell’ora più dura e drammatica? Come avvenuto già in passato in altre conferenze e come da tempo, grazie all’amicizia ed alla collaborazione che ci è stata concessa, abbiamo avuto la fortuna di ascoltare ed in questo scritto riportare le loro testimonianze, le parole di chi, compiuta la Scelta, ancora oggi vi mantiene fede.
Infine l’ultimo scritto, dal titolo “La Donna fra Tradizione e Rivoluzione. Il ruolo femminile tra avanguardia e nuove schiavitù” è stato curato dall’Avv. Sonia Michelacci.
Analizzare la donna oggi, avendo però in vista la donna di Sparta o Evita Peron, districarsi nei perigliosi sentieri del mondo moderno tra femminismo, post femminismo e falsi miti, è un’opera complessa e grazie all’intervento della Michelacci si cerca di capire quali tra alcuni insegnamenti del passato possono essere attualizzati oggi, nel proprio quotidiano.
Tutto questo è “Percorsi al Femminile”, con l’auspicio che possa fungere da stimolo per una riscoperta della militanza al femminile la quale, come accade per la controparte maschile, altro non è che un riappropriarsi di qualcosa che è perso da troppo tempo, la femminilità.
La natura femminile che, all’interno di una comunità orientata dai valori della Tradizione, rappresenta organicamente una risorsa preziosa.

CUIB FEMMINILE DI RAIDO

mercoledì 21 aprile 2010

21 Aprile - Natale di Roma

Il mito è la forma umana per esprimere una realtà metafisica che altrimenti il nostro linguaggio non sarebbe in grado di comunicare. Con Roma il Mito si fa “forza formatrice della realtà e si palesa in gesta, avvenimenti ed anche istituzioni le quali per tale via assumono un significato simbolico” (J.Evola).

Il valore simbolico di Roma -e della sua origine- consiste nell’essere il tentativo di restaurare l’Unità delle origini, attraverso una spiritualità virile e dominatrice che sa arrestare il processo di decadenza spirituale che caratterizzava l’umanità.
Roma è il luogo fatidico, raggiante di luce, espressione sensibile del Centro, dell’ORIGINE, da cui derivano tutte le cose. E’ il luogo dove le tendenze contrarie si armonizzano, neutralizzandosi in un perfetto equilibrio. Compito di Roma è quello di ristabilire l’ORDINE (cosmos) in un mondo in preda al disordine (caos).
Tramontati gli antichi imperi mesopotamici, il regno egiziano, quello persiano e terminata la breve ed esaltante epopea di Alessandro Magno, il mondo era privo di un centro sacrale e militare irradiante i valori di Ordine, Eroismo, Virilità, Volontà, Gerarchia, Aristocrazia e Impero. In quest’opera di riordinamento gerarchico dell’esistenza, sono state vinte, dalle- legioni romane, le popolazioni latine, etrusche, cartaginesi, galliche, greche e semitiche.
Roma ha riportato la luce di una spiritualità virile, essa “non avrebbe potuto assurgere a tanta potenza se non avesse avuto, in qualche modo, origine divina, tale da offrire agli occhi degli uomini, qualcosa di grande e di inesplicabile” (Plutarco).

L’origine divina dell’Urbe è testimoniata dal mito di Romolo e Remo. Virgilio individua in Enea il progenitore dei Romani. Enea sfuggito all’incendio di Troia approda, dopo sette anni di navigazione, sulle coste del Lazio, dove sposa Lavinia la figlia del Re Latino. Dopo la morte di Enea, il figlio Ascanio fonda sui Colli Albani una nuova città, Alba Longa, dove regneranno 19 suoi discendenti. L’ultimo di questi, Numitore, viene spodestato dal fratello Amulio, che, per assicurare ai suoi discendenti il trono, costrinse l’unica figlia di Numitore, Rea Silvia, a farsi sacerdotessa di Vesta. Rea Silvia viene scelta da Marte per continuare la stirpe d’Enea, da cui sarebbe stata fondata la CITTA’ ETERNA. Dall’unione del Dio e della giovane vergine nascono Romolo e Remo. La nascita non passa inosservata al perfido Amulio che strappa i due gemelli al seno materno, ordinando di buttarli nel Tevere e di far murare viva Rea Silvia. La nutrice a cui i piccoli sono affidati non se la sente di ucciderli, e li deposita in una cesta che abbandona alla acque del Tevere e al volere degli Dèi. La cesta viene trasportata a riva dalla corrente, i due gemelli trovano rifugio presso l’albero di fico “Ruminal”(1) e vengono svezzati da una lupa, per poi essere cresciuti da una coppia di pastori (Faustolo e Acca Larenzia). Una volta adulti Romolo e Remo, venuti a conoscenza delle loro origini si pongono alla guida di un esercito, uccidono Amulio e i suoi seguaci e reìnsediano Numitore, che per riconoscenza concede loro di fondare una città. Per stabilire quali dei due fratelli dovesse tracciare il solco sacro e dare il nome alla città, i due gemelli consultano il volo degli uccelli: Remo dal colle Aventino vede sei avvoltoi, Romolo dal Palatino ne vede dodici. Aggiogando due buoi bianchi(2) viene tracciato il perimetro di Roma, vengono fatti sacrifici agli Dèi e viene acceso un fuoco sacro. Remo sorpreso a saltare per scherno il solco sacro, viene ucciso da Romolo. Era il 21 aprile 753 a.C., NATALE di Roma.

II Mito di Romolo e Remo testimonia l’origine sacra di Roma e Indoeuropea dei romani, restauratori del sacro ordine della Tradizione. Roma nasce sotto il segno del Dio guerriero Marte, e tale paternità sigilla il carattere guerriero e marziale della romanità. L’unione di Marte, espressione dell’aspetto maschile fecondatore dell’esistenza, e di una vergine vestale, espressione dell’aspetto femminile generativo dell’esistenza, testimonia il ritrovato equilibrio fra i due poli opposti ma complementari -maschile e femminile- e l’inizio di un nuovo ordine che avrà come fondatore un eroe divino: Romolo. La nascita di un eroe divino dall’unione fra un Dio e una mortale è un mito ricorrente nei popoli indoeuropei: Zeus e Latona generano Apollo, Zeus e Alcmene generano Eracle, etc. L’abbandono dei due gemelli(3) alle acque e la loro sopravvivenza ripropongono il simbolo dei “Salvati dalle acque”. Ciò rappresenta il superamento del flusso del divenire che travolge e affoga gli uomini deboli, ma che è indifferente a colui che supera la propria natura mortale. Egli è l’EROE, il messaggero della Tradizione, che ha il compito di ristabilire l’Ordine Divino nel mondo.I! fico “Ruminal” presso il quale i gemelli trovano rifugio simboleggia “l’albero del Mondo”, espressione della vita universale da cui traggono nutrimento Dèi ed Eroi (Odino, Eracle, Gilgamesh). Il Lupo rappresenta la forza primordiale e selvaggia della natura ma anche la semplicità, l’asprezza, la forza virile dei conquistatori: è la potenza che rigenera il mondo.I due gemelli rappresentano la lotta fra il principio ordinatore – Romolo - e il caos - Remo.(4) Gli Dèi attraverso il volo dei 12 avvoltoi testimoniano la designazione di Romolo quale fondatore di Roma. Il volo degli uccelli rappresenta la lingua dell’umanità primordiale, la voce degli Dèi. Inoltre il numero 12 è significativo, perchè ricorrente in vari Centri che hanno incarnato e diffuso la Tradizione solare: 12 adityva solari della tradizione Indù, le 12 tappe del cammino del Dio-eroe Gilgamesh, le 12 fatiche di Eracle, i 12 discepoli di Lao-Tze, i 12 Dèi dell’Olimpo greco, le 12 verghe del fascio littorio, i 12 cavalieri della Tavola rotonda, i 12 apostoli, etc. La ritualità seguita da Romolo nel tracciare i confini dell’Orbe, i sacrifici offerti agli Dei indicano il rispetto che il Romano nutriva per le leggi che regolano l’universo. Remo prendendosi gioco del solco sacro sfida presuntuosamente la divinità e ritiene di poter superare i limiti e le facoltà che sono proprie di un comune mortale. Romolo espressione del principio olimpico si oppone alla prevaricazione titanica di Remo, e uccidendo quest’ultimo garantisce il rispetto dell’Ordine.

NOTE
1: Questo nome rimanda all’idea di nutrire: l’attributo di Ruminus riferito a Giove, nell’antica lingua latina designava la Sua qualità di “nutritore”.2: “II duce (Romolo) … comincia a tracciare il solco rituale, badando che all’interno, dalla parte della città, sia la vacca, immagine della fertilità e fuori, dalla parte della campagna, il bue, emblema della forza”. Da “La razza di Roma” di M. Scaligero, pag. 81.3: Il tema dei Gemelli o dei Fratelli si ritrova in numerose tradizioni, come ad esempio in quella egiziana o in quella ebraico-cristiana. E’ il tema di un unico principio dal quale si differenzia una antitesi raffigurata dall’antagonismo tra i due. Uno incarna la potenza luminosa del Sole, l’altro il principio oscuro. In riferimento a Romolo e Remo, il primo è colui il quale traccia il solco e stabilisce così un Limite, l’Autorità, la Legge. II secondo è colui che tale Limite oltraggia, e per questo viene ucciso.4: “Remo, il quale sta a simboleggiare l’elemento antigerarchico, proprio al periodo decadente del matriarcato, vìola la intangibilità del solco e Romolo lo punisce. Ciò vuole significare la inviolabilità di ciò che è ritualmente consacrato e l’affermazione del nascente spirito guerriero olimpico, antiegualitario, sul vecchio spirito orgiastico, comunistico, anarcoide: è il primo atto di giustizia inesorabile, di senso di subordinazione assoluta ad un ideale superiore di cui da quel momento la Civitas sarà la manifestazione vivente”. Da “La razza di Roma” di M. Scaligero, pag. 78.

Tratto da www.azionetradizionale.com

martedì 15 dicembre 2009

Siamo lieti di segnalare che presso:
la Cartolibreria "De Pasquale" Via Aurelia Santa Marinella
Edicola Terminal Autostrade del Mare - Porto di Civitavecchia
Sono presenti i libri ed i DVD della cultura tradizionale e i testi della cultura non conforme.

Gli autori : Evola, Guenon, Sermonti, De Giorgio, Mishima, Romualdi etc.
Le case editrici: Raido, Il Cinabro, EffeDiEffe, Sentinella d’Italia, Ritter, Trecento,
Ritterkreuz, S.E.B., L’Uomo Libero etc.

Finalmente a Civitavecchia e a Santa Marinella due nuovi spazi liberi,
contro la palude della cultura moderna.
Il Valore del Dono - Il Richiamo della Tradizione
Un granaio spirituale in servizio permanente effettivo
Un servizio a cura di Aurhelio

Sol Invictus [Recensione conferenza]

Ormai e’ appuntamento fisso, quello con Mario Polia da Raido nel periodo natalizio. E come tutti gli anni, ormai, vede un’affluenza davvero imponente. Almeno un centinaio i presenti sabato scorso.“Repetita iuvant” dicevano i nostri padri, così è opportuno ripetere per fissare meglio e, speriamo, interiorizzare quei significati di precisi eventi cosmici che hanno precise valenze simboliche e metafisiche che oggi si sono ormai quasi del tutto perdute. In periodo prenatalizio il tema della conferenza ha trattato l’autentico significato del Solstizio d’inverno e delle sue implicazioni a livello cosmico. Parla Mario Polia, per cui ormai nemmeno perdiamo più il tempo delle presentazioni. Con un intervento conciso ed esauriente ha saputo catturare l’attenzione di tutte le persone presenti in sala, talmente piena che dopo un po’ non è sarebbe stato più possibile far entrare altra gente. Si è espresso il significato del Solstizio: la rinascita luminosa di forze positive sopite che soggiogano quelle tenebrose ed infere, così come il Sole in questo giorno così critico risorge dopo aver sfiorato il punto più basso dell’eclittica e sembrando ormai quasi completamente avvolto dalle tenebre e come ancora Mithra sempre in questa data, sconfigge il toro, simbolo di energie basse ed infere.Quindi Solstizio d’Inverno come un momento di profonda introspezione in cui, identificate le nostre fallacità, ci si dovrebbe ripromettere di correggerle nell’anno che seguirà intraprendendo una via di continuo miglioramento verso un nuovo e continuo morire e risorgere. Partendo quindi dalla tradizione mithraica e passando per le varie tradizioni arie manifestatesi nella storia, si è arrivati a parlare dell’approccio al giorno di Natale delle popolazioni contadine del centro Italia che, seppur in periodo di decadenza quasi totale, vivono ancora questo momento in maniera semplice e positiva perché rimasti fedeli alle consuetudini trasmessegli dagli avi, ricordati come esempi e punti di riferimento. Così, l’augurio dello stesso Polia di poter diventare anche noi un giorno, attraverso le nostre azioni virtuose, degli esempi da monito per le generazioni future; di soggiogare qualsiasi forma di “ybris” e titanismo, sconfiggendo quel toro che ancora dentro di noi fortemente scalpita.
Per non rompere l’intensa atmosfera creata dal relatore e dalle sue parole, esaustive, evocative ed energiche, c’e’ spazio per una domanda, che non spezza comunque la magia del momento.
La cena, organizzata dalle ragazze di Raido e che vede un’affluenza di settimana in settimana sempre maggiore, contribuisce a creare un bel clima comunitario che si protrae fino a sera inoltrata.
Ci si vede tutti alla festa, presso i locali dell’associazione, giovedì 23 dicembre, con la musica dal vivo degli NSP, di Fabian degli Imperium e di Mario degli Hobbit.

giovedì 10 dicembre 2009

IL "NATALIS SOLIS INVICTI"

Se non si conosce il retaggio spirituale che mosse alcune antiche tradizioni, è difficile che si riesca ad individuare il vero significato del NATALE. Per molti, anche se non tutti, sarà una sorpresa leggere quanto d’appresso si troverà scritto, ma è la realtà. Il Natale, da alcuni secoli a questa parte, viene celebrato come una festività che si rifà alla nascita del Cristo. E’ in uso, pressochè in tutto l’occidente cristianizzato, celebrare questa ricorrenza con simbolismi quale il presepe o l’albero di natale. Chi oggi abbia la convinzione che il Natale (come comunemente viene inteso) tragga le sue radici dall’avvenuta nascita del Cristo commette un grosso sbaglio, perché le cose stanno diversamente. Infatti se si andasse a ricercare l’origine di alcune feste religiose ci si accorgerebbe come molte di queste siano state soppiantate dal culto cristiano, che ne ha fatto l’uso e lo abuso che glien’è parso. Anche la “festa di Natale” rientra nel contesto di questa logica. Il Natale e l’Anno Nuovo sono residui di un mondo spirituale dimenticato e forse sconosciuto; sono delle testimonianze di una concezione “primordiale” dell’Universo e dell’Esistenza, che non hanno nulla a che vedere con la nascita del Bambino Gesù che, pur tuttavia, era e rimane una ricorrenza propria di una specifica tradizione che è appunto quella cristiana. Oggi come oggi il Natale e il Capodanno rappresentano due differenti ricorrenze di cui la prima viene festeggiata il 25 Dicembre, l’altra il 1° Gennaio.Nel passato le due date coincidevano, perché il Natale traeva origine dal “NATALIS SOLIS INVICTI” (Nascita del sole invincibile). Data questa, appunto, che ricorreva il 21 Dicembre (SOLSTIZIO D’INVERNO), che astronomicamente corrisponde al momento in cui il sole tocca il punto più basso dell’eclittica (cioè dell’ellisse che la terra compie girando attorno al sole), poi ricomincia la fase ascendente. Il giorno in cui ciò accade è il più corto dell’anno e si ha quasi l’impressione che questo “sole” tramonti, sprofondi quasi per non riapparire più; ma ecco che subito dopo, quasi per incanto, esso si rialza nel cielo a risplendere di nuovo chiarore…è un nuovo anno, un nuovo ciclo che comincia. Spesso nell’antichità all’idea del nuovo anno, del sole intramontabile si associava il simbolismo dell’albero sempre verde o albero della vita ed era in uso presso molti popoli nordici l’accensione di candele sopra l’albero proprio il giorno in cui cadeva il Solstizio. Ciò sottolineava appunto il carattere di rinascita di luce che aveva tale evento. L’odierno albero natalizio non è altro che una reminiscenza di tale significato.Avendo ricordato tutto ciò bisogna aggiungere una cosa assai importante: “tutti coloro che nell’antichità celebravano tali eventi non erano né adoratori del sole, ne selvaggi atterriti dall’idea che il sole non potesse risorgere. Queste sono solo incomprensioni di una certa storia delle religioni.In realtà essi ritualizzavano i fenomeni e le forze della natura nella misura in cui questi venivano intesi come manifestazioni del Divino e nell’insieme dei suoi aspetti – sole, anno, luce, elementi, ecc. – rimandavano ad un ordine superiore”. Ma queste storie per il “moderno” così preso e infaccendato da problemi importanti come il computer, lo stadio, le discoteche e le macchine riescono solo a fargli cogliere il lato curioso della faccenda… il resto passa nel dimenticatoio.

Tratto da Sioux- Bollettino interno al C.S. Heliodromos - n.8 (21/12/85)

lunedì 7 dicembre 2009

Siamo lieti di segnalare che presso la “Galleria del Libro” di Civitavecchia in Via Traiana,
sono presenti i libri della cultura tradizionale e i testi della cultura non conforme.


Gli autori presenti sono: Evola, Guenon, Sermonti, De Giorgio, Mishima, Romualdi etc. e
Le case editrici: Raido, Il Cinabro, EffeDiEffe, Sentinella d’Italia, Ritter, Trecento,
Ritterkreuz, S.E.B., L’Uomo Libero etc.


Finalmente a Civitavecchia uno spazio libero,
contro la palude della cultura moderna.

Il Valore del Dono - Il Richiamo della Tradizione
Quest’anno per natale scegli i libri di Raido.
Un granaio spirituale in servizio permanente effettivo

Un servizio a cura del Cuib Femminile di Raido

martedì 24 novembre 2009

CONTRORISORGIMENTO

Risorgimento: moto di unificazione nazionale, rivoluzione mancata o guerra civile?

Questo studio, basandosi su fonti di archivio e pubblicazioni dell’epoca, prende in esame, nel territorio corrispondente all’attuale provincia di Massa Carrara, gli eventi e le condizioni sociali successive alla presa di potere sabauda del 1859.
Il quadro che emerge si dimostra da subito complesso ed articolato evidenziando una situazione sociale e politica ben lontana dalla collettiva sollevazione popolare filounitaria spesso narrata. E’ presente, infatti, una reazione filoestense, determinata da scelte e comportamenti individuali e collettivi, che assume i tratti tipici di un movimento di resistenza e di un fenomeno di volontariato militare.
L’inquadramento di tali eventi all’interno del dibattito storiografico nazionale porta l’autore a formulare e rispondere ad un chiaro interrogativo: il Risorgimento fu moto di unificazione nazionale, rivoluzione mancata o guerra civile?

Nicola Guerra

Nato a Massa (Ms) nel 1969, laureato in Economia e Commercio presso l’Università di Pisa con una tesi sull’emigrazione italiana, ha pubblicato una importante monografia (Partir Bisogna. Storie e momenti dell’emigrazione apuana e lunigianese, 2001) e numerosi articoli sul fenomeno migratorio nazionale e locale. Attualmente è dottorando di ricerca presso l’Università di Turku (Finlandia) dove si occupa di studi sul volontariato militare italiano.



Controrisorgimento di Nicola Guerra, Eclettica Edizioni,
richiedilo a http://www.raido.it/

venerdì 30 ottobre 2009

domenica 25 ottobre 2009

Finalmente a Santa Marinella

Finalmente disponibile presso la Cartolibreria De Pasquale a Santa Marinella

LA FANDONIA EVOLUZIONISTA di Rutilio Sermonti


seconda edizione aggiornata e ampliata, Edizioni Comunitarie, Pagg. 128, Euro 8.00.

Edizione stampata sotto l’egida delle EDIZIONI COMUNITARIE
Raido - Roma, Foro 753 - Roma, Fons Perennis - Roma, Lorien - Monza, Circolo Castaneda - Milano, Memento Naturae - Roma, Furor - Catanzaro
Copertina 4riot@libero.it - Impaginazione raido.it Finito di Stampare nell’Agosto 2009 - Stampato in proprio

venerdì 2 ottobre 2009

CONTROBANDA

Avanti, sempre avanti, contro tutto e contro tutti...

L'immoralista

Vi piace tanto questo vostro
piccolo mondo
di uomini da nulla,
con le sue moraline da gregge,
i vanti effimeri
e tutti i suoi splendori artificiali...
Se anche foste capaci,
prima che v'impazzisca fra le mani,
di farlo grande quanto il globo intero,
resterebbe
sempre soltanto l'orma infame
del vostro nulla plebeo,
imperitura immagine e sberleffo
di voi
e della vostra falsa ribellione.


Ogerius
http://controbanda.blog.excite.it

domenica 27 settembre 2009

Novità librarie

Ezra Pound e la Repubblica Sociale Italiana


Antonio Pantano


L'Autore ci offre uno spaccato di ciò che fu la Repubblica Sociale, partendo da due personaggi: Ezra Pound, il Poeta, e Edoardo Pantano, il Padre. Entrambi viventi, agenti, pensanti, operanti sul territorio di quella e per quella Repubblica, in una solida comunione di intenti, di opera, di collaborazione. Perchè Pound e Pantano, anche se mai si incontrarono, furono ideali amici, camerati, legati da comune ideale.Il punto di collegamento fu "L'Idea Sociale. Giornale dei lavoratori" che Edoardo Pantano volle e diresse. Identità di Ideali, identità di fede. Perchè Pound ebbe una sola fede politica. Questa precedette in premonizione gli orientamenti, la formazione dottrinaria, il pensiero, l'inquadramento di ordine sociale, la speranza orientata moralmente, gli entusiasmi concretati nella prassi edificante della realizzazione in uno Stato irripetibile: il Fascismo ed essenzialmente quello della Repubblica Sociale Italiana.


Brossura 17 x 24 cm. pag. 174 - Stampato nel 2009 da Pagine, euro 16.00




Socialismo Fascista


Pierre Drieu La Rochelle


Destra e sinistra sono legate fra loro, sono gli ingranaggi di uno stesso meccanismo: l'una ha bisogno dell'altra ed entrambe hanno bisogno di ciò che rispettivamente combattono. Questo l'asse intorno a cui ruota Socialismo fascista. Libro che i contemporanei aggrediscono dal momento che hanno deciso si tratti di un breviario di certezze, ha scritto di esso Julien Benda. In effetti, poche opere hanno ottenuto tanto successo (cinque edizioni in due mesi) ed hanno suscitato allostesso tempo tanta irritazione in tutti i settori della politica ufficiale. Nulla di strano: i più "non si preocupano di capire, vogliono essere salvati". E Drieu vuole che si salvino, tutta la sua vita è stata una lotta contro la morte dell'uomo e dell'Europa, ma crede che la salvezza debba essere conquistata e non ricevuta in dono. Per conquistarla bisogna capire il meccanismo del sistema politico che ci minaccia poichè, solo ciò potrà permettere di trovare l'alternativa al potere che esso esprime. Quale sia questa alternativa e quanto sia vana e fuorviante la speranza in una dittatura è il tema di Socialismo Fascista, libro di transizione, testimonianza di una scelta che fa di esso e di tutta l'opera di Drieu un documento politico ed umano eccezionale, reso drammatico dall'epilogo di una esistenza vissuta in perfetta coerenza con quello che per Drieu era il dovere dell'intellettuale: andare al di là del contingente, tentare cammini rischiosi, percorrere tutte le strade possibili della storia.

Brossura 13,5 x 21,5 cm. pag. 236 - Stampato nel 2009 da Edizioni Ritter, euro 20,00


Il libro verrà con tutta probabilità presentato il prossimo 24 Ottobre presso la libreria Raido, da Maurizio Rossi che ha realizzato la prefazione della nuova edizione riveduta e corretta.


Ordina su http://www.raido.it/ o richiedi direttamente ad aurhelio a cst.aurhelio@gmail.it

venerdì 4 settembre 2009

LA FANDONIA EVOLUZIONISTA

Finalmente disponibile
LA FANDONIA EVOLUZIONISTA
di Rutilio Sermonti

seconda edizione aggiornata e ampliata,
Edizioni Comunitarie, Pagg. 128, Euro 8.00,

ordina subito la tua copia su
oppure chiedilo ad Aurhelio
cst.aurhelio@gmail.com

Edizione stampata sotto l’egida delle
EDIZIONI COMUNITARIE
Raido - Roma, Foro 753 - Roma, Fons Perennis - Roma, Lorien - Monza,
Circolo Castaneda - Milano, Memento Naturae - Roma, Furor - Catanzaro

Copertina 4riot@libero.it - Impaginazione raido.it
Finito di Stampare nell’Agosto 2009 - Stampato in proprio


PREFAZIONE

"Quando mi capita di sfogliare l'Origine delle specie di Darwin, mi ricordo sempre di un vecchio ritornello per bimbi: con poca spesa nutro mio figlio con il mio latte". Solo i fanciulli si possono soddisfare con la teoria darwiniana. "Se si considerano seriamente le relazioni naturali fra gli esseri viventi l'inconsistenza della teoria darwiniana diventa evidente", così scriveva il padre dell'etologia Jakob Von Uexkküll (L'immortale Spirito della natura, Laterza Bari 1947, pp. 22-3). E continua domandandosi se non sia puerile, di fronte a certi affascinanti fenomeni della natura, "voler ricondurre tutto alla lotta per l'esistenza e alla selezione naturale del più adatto" ( ivi, pp. 23-4). In effetti il darwinismo, e poi il neodarwinismo, costituiscono spiegazioni della natura di tipo riduzionista, legate a quel tipo di pensiero molto grezzo e primitivista basato sulla formula "niente altro che" ritenendo realistico basare tutto il divenire dei viventi sul cieco gioco del "caso" (le mutazioni genetiche) e della necessità (la selezione naturale). Come osserva anche Rutilio Sermonti, in questo denso libro, ricco di spunti di riflessione, il darwinismo si è trasformato nel "mito" evoluzionista. Non si tratta di una semplice teoria scientifica, ma di un dogma "religioso" che impedisce ogni sereno dibattito. E' una religione secolare, in molti casi anche una parodia della religione, basata sulla divinizzazione di entità come il tempo e la selezione, a cui viene attribuita una capacità di tipo creativo che agisce su una materia bruta in balia ad eventi puramente casuali. Il darwinismo è diventato un paradigma onnipervasivo una vera e propria concezione del mondo totalizzante e totalitaria, ma anche intollerante e nemica di quella libertà creativa che dovrebbe contraddistinguere la vera scienza. Nessun progetto, nessun disegno intelligente, nessuna forma o legge regolativa trova posto in questo orizzonte di tipo meccanicista. Suoi corollari sono l'utilitarismo (si dice appunto che la selezione è opportunista), il progressismo nelle sue forme più grossolane, nutrite di un ottimismo spicciolo e ingenuo, il competizionismo sfrenato, l'individualismo. Non a caso si tratta dei principali caratteri che connotano la società moderna: il darwinismo, infatti, è figlio della modernità che, a sua volta, ne costituisce il motore ideologico principale, il più vigoroso e brutale. Ritornando al tempo in cui visse Darwin, ricordiamo che l'accettazione generalizzata e repentina di nuove idee spesso dipende dalla influenza di fattori non-scientifici, di natura sociale, psicologica e filosofica. Così avvenne anche per la diffusione delle idee di Darwin. Tre sono i punti di corrispondenza da evidenziare, come osserva Michael Denton (Evolution: A Theory in Crisis, Adler & Adler, Bethesda 1986, p.70): "Il concetto di gradualismo e di continuità, che permeano il darwinismo, erano in perfetto accordo con la concezione Vittoriana caratterizzata da un moderato conservatorismo sociale, nemico di ogni sconvolgimento e di ogni cambiamento troppo repentino; "La certezza che permea tutto il pensiero di Darwin circa il progresso del mondo vivente, da forme meno perfette verso forme più perfette, ben si accordava con l'ottimismo progressista del XIX secolo;
"L'importanza attribuita alla selezione era in piena sintonia con la concezione competitiva legata alla religione del "libero mercato" preminente in Inghilterra. Oggi, come effetto del lungo e costante lavoro di intossicazione delle coscienze operato dal darwinismo e poi dal neodarwinismo, perfino l'etica viene considerata da molti come figlia del tempo: non esiste alcun valore eterno, alcun principio atemporale, ma solo una morale "in perenne evoluzione".
Ecco quindi l'importanza, specie per i giovani, di testi come questo che, con la loro efficace ruvidezza, intendono scuotere le coscienze e ridare il gusto della libertà e della autonomia, al di fuori di schemi obsoleti e mistificanti. Non si tratta di una lotta di poco conto: è in gioco lo stesso concetto di civiltà e il senso da attribuire alla nostra esistenza, che non può essere offuscato da una teoria pseudoscientifica. Infatti, come ha scritto il grande antropologo tedesco Arnold Gehlen, "Il bisogno, avvertito da chi riflette, di interpretare la propria esistenza umana non è un bisogno meramente teorico. Secondo le decisioni implicite in tale interpretazione, si rendono visibili o invece si occultano determinati compiti. Che l'uomo si concepisca come creatura di Dio oppure come scimmia arrivata implica una netta differenza nel suo atteggiamento verso i fatti della realtà: nei due casi si obbedirà a imperativi in sé diversissimi" (Arnod Gehlen, L'Uomo -La sua natura e il suo posto nel mondo, Feltrinelli, Milano 1983, p.35). E a sua volta San Tommaso affermava che «gli errori riguardanti le creature sfociano in false concezioni di Dio» (San Tommaso d'Aquino, Summa contra gentiles, II,3).

Giovanni Monastra

INDICE

Prefazione di Giovanni Monastra
Introduzione
1 - Nascita dell’evoluzionismo
2 - Secolo XIX: evviva l’evoluzione
3 - Secolo XX: salvate l’evoluzione
4 - Teoria “sintetica” dell’evoluzione
5 -Pitecantropi e gesuiti
6 - Ancora sull’uomo-scimmia
7 - Qualche altro esempio
8 - Evoluzionismo: quale?
9 - Di nuovo a corto di meccanismo
10 - Al punto di partenza
Qualche conclusione
Bibliografia
Glossario
Bibliografia Rutilio Sermonti

domenica 12 luglio 2009

Ogni giorno una battaglia.....

E' finalmente in dirittura d'arrivo la nuova edizione riveduta e corretta del saggio, di Rutilio Sermonti, "La Fandonia Evoluzionista".
Un testo che, uscito nel 1985 per i tipi delle Edizioni Il Cinabro, dopo diverse vicissitudini viene edito sotto l'egida delle edizioni comunitarie.
Completamente riveduto, corretto, aggiornato, rappresenta una leva per scalzare il pregiudizio evoluzionistico.
In ragione della sua importanza vi consigliamo di tenere le antenne dritte per la sua prossima uscita.
Per prenotazioni www.raido.it