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sabato 5 ottobre 2013

Rudyard Kipling - Se (Lettera al figlio, 1910)


Se riesci a conservare il controllo quando tutti
Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;
Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti 
Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;


Se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare,
O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne, 
O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall'odio,
E tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;

Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone; 
Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;


Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina 
E trattare allo stesso modo quei due impostori; 


Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto
Distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi
O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante, 
E piegarti a ricostruirle con strumenti logori;


Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite 
E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
E perdere e ricominciare di nuovo dal principio 
E non dire una parola sulla perdita; 


Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi
A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tener duro quando in te non resta altro 
Tranne la Volontà che dice loro: "Tieni duro!".


Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù, 
E a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,
Se non riesce a ferirti il nemico né l'amico più caro,


Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;


Se riesci a occupare il minuto inesorabile 
Dando valore a ogni minuto che passa, 
Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa, 
E - quel che è di più - sei un Uomo, figlio mio!



Rudyard Kipling

venerdì 2 ottobre 2009

CONTROBANDA

Avanti, sempre avanti, contro tutto e contro tutti...

L'immoralista

Vi piace tanto questo vostro
piccolo mondo
di uomini da nulla,
con le sue moraline da gregge,
i vanti effimeri
e tutti i suoi splendori artificiali...
Se anche foste capaci,
prima che v'impazzisca fra le mani,
di farlo grande quanto il globo intero,
resterebbe
sempre soltanto l'orma infame
del vostro nulla plebeo,
imperitura immagine e sberleffo
di voi
e della vostra falsa ribellione.


Ogerius
http://controbanda.blog.excite.it

mercoledì 14 gennaio 2009

La Poesia ... spartana e laconica .....


Programma


Prima di morte attingere virtù.



Tirteo, poeta spartano, VII sec. a. C.