« Non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo, il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo. » (John Ronald Reuel Tolkien, Il Signore degli Anelli - Il Ritorno del Re)
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venerdì 30 dicembre 2011
giovedì 21 maggio 2009
Pilastri dottrinari.......
Dimensione spirituale dell’impegno
Conoscere l’analogia tra macrocosmo e microcosmo e cogliere gli insegnamenti che ci derivano continuamente dal manifestato. Intraprendere la Grande Guerra Santa (lavoro su di sé) col giusto metodo, tenendo presente che senza di essa la Piccola Guerra Santa (lavoro su ciò che ci circonda) è un vano agitarsi.
Dottrina ciclica della storia
Bisogna che, innanzitutto, sul piano esistenziale questa realtà sia vissuta dagli uomini della Tradizione in maniera sempre più sentita, fino a dare alla propria vita ed alle proprie azioni un ritmo che si accordi con il più grande ritmo cosmico; sottolineando opportunamente determinati “punti cruciali” come per esempio nel ritmo annuale.
Costituire l’élite
Avere chiara la funzione che questa dovrà svolgere, sia come centro di emanazione di influenze, sia come esempio vivente del manifestarsi della Tradizione. Tendere alla sua costituzione come esigenza strategica primaria.
Conoscere l’avversario
Sapere con chi si ha a che fare, tenendo presente il processo dissolutivo partito da molto lontano, senza trascurare mai i suoi presupposti che travalicano la semplice dimensione umana. Saper cogliere quasi per istinto le sue manifestazioni, anche quelle meno apparenti e conoscere le armi con cui opera. Tutto ciò senza cadere nel manicheismo quando si tratta di analizzare l’opposizione tra Tradizione e Contro-tradizione. Infatti non esistono due principi contrastanti e distinti, ma esistono modi diversi di vivere la propria esistenza nella fase ciclica attuale: immergendosi passivamente nelle sue manifestazioni dissolutive o traendosene fuori con l’atto eroico del vero guerriero.
Darsi una strategia
Sottrarre spazio al mondo moderno, tendere alla comunità, dare vita ad un’infinità di interventi (unità operanti) dove le premesse dottrinarie diventino realtà vissute nell’impegno quotidiano; coordinare le varie unità operanti salvaguardando la più ampia autonomia (come modello, basti pensare al feudalesimo medioevale).
venerdì 15 maggio 2009
Orientamenti......
Leon Degrelle
sabato 3 gennaio 2009
Le idee a posto / 5
L'appartenenza mentale ad un ipotetico schieramento di idee e di valori, senza azioni coerenti che ne verificano l'appartenenza, spesso si traduce in un mero esercizio di vanità. Vi è un carattere, un atteggiamento, un costume che attiene all'uomo nobile ed uno a colui che definiamo uomo volgare. Le lezioni che abbiamo ricevuto dal recente passato ci indicano che prima ancora delle idee vengono le qualità degli uomini superiori. A quelli, ci rivolgiamo.
3) Nessuna scorciatoia - Se si hanno più cose da fare, cominciare da quella più gravosa
Cercare soddisfazione solo nel dovere compiuto e non nel guadagno - Dare valore solo alle cose ottenute grazie al proprio lavoro - Disdegnare ciò che non ci appartiene o che ci arriva immeritatamente
4) Dare il meglio - Appena svolti i propri compiti, donare il tempo che avanza alla militanza.
Spendere una parte consistente del proprio tempo libero e del denaro non strettamente necessario per l’attività comune, la formazione, la diffusione di materiale militante.
5) Prendersi cura - Essere vicino a chi ha bisogno
Telefonare o scrivere a una persona anziana o ammalata oppure a un nostro reduce; a un camerata in prigione o che vediamo particolarmente solo
6) Educare la mente - Non compiere un’azione senza prima aver riflettuto
Non bestemmiare, non praticare il turpiloquio - Non dire menzogne – Mantenere ordine nelle proprie cose - Obbligarsi a imparare almeno una frase o una citazione a memoria al giorno
7) Rispetto di sé stessi - Privarsi dei vizi
Non ubriacarsi mai e rifiutare qualsiasi forma di “sballo” (droga, alcool, musica eccessiva) - Essere sempre in ordine e puliti senza narcisismi - Mantenersi in forma senza eccedere nel culto del fisico
8) Rispetto per gli altri – Guardare sempre negli occhi le persone quando si parla
Essere sempre puntuali, anche negli appuntamenti informali o meno importanti – Evitare di avere atteggiamenti volgari, arroganti, insofferenti
9) Sobri e austeri - Non sprecare mai nulla
Parlare solo quanto serve – Non mangiare o bere troppo – Evitare l'ostentazione di abbigliamento e accessori – Rifuggire dal desiderio del lusso o del superfluo – Imparare a risparmiare senza diventare avari
10) Riposare la mente - Consacrare la serata alla lettura piuttosto che “spegnere il cervello” guardando la televisione. Rimanere almeno 10 minuti in silenzio - Non raggiungere il letto solo quando si è allo sfinimento – Prima di dormire rileggere questo Decalogo e capire cosa (e perché) non si è fatto
Codice minimo di stile di vita legionario
1) Alzarsi presto al mattino.
Obbligarsi a fare qualche esercizio - Lavarsi con l’acqua fredda
2) A testa alta
Obbligarsi a fare qualche esercizio - Lavarsi con l’acqua fredda
2) A testa alta
Fare almeno un piccolo tragitto a piedi . Affrontare la giornata guardando il cielo, l’alba, le nuvole, dedicando qualche momento alla preghiera. Osservare e amare la Natura in tutte le sue espressioni.
3) Nessuna scorciatoia - Se si hanno più cose da fare, cominciare da quella più gravosa
Cercare soddisfazione solo nel dovere compiuto e non nel guadagno - Dare valore solo alle cose ottenute grazie al proprio lavoro - Disdegnare ciò che non ci appartiene o che ci arriva immeritatamente
4) Dare il meglio - Appena svolti i propri compiti, donare il tempo che avanza alla militanza.
Spendere una parte consistente del proprio tempo libero e del denaro non strettamente necessario per l’attività comune, la formazione, la diffusione di materiale militante.
5) Prendersi cura - Essere vicino a chi ha bisogno
Telefonare o scrivere a una persona anziana o ammalata oppure a un nostro reduce; a un camerata in prigione o che vediamo particolarmente solo
6) Educare la mente - Non compiere un’azione senza prima aver riflettuto
Non bestemmiare, non praticare il turpiloquio - Non dire menzogne – Mantenere ordine nelle proprie cose - Obbligarsi a imparare almeno una frase o una citazione a memoria al giorno
7) Rispetto di sé stessi - Privarsi dei vizi
Non ubriacarsi mai e rifiutare qualsiasi forma di “sballo” (droga, alcool, musica eccessiva) - Essere sempre in ordine e puliti senza narcisismi - Mantenersi in forma senza eccedere nel culto del fisico
8) Rispetto per gli altri – Guardare sempre negli occhi le persone quando si parla
Essere sempre puntuali, anche negli appuntamenti informali o meno importanti – Evitare di avere atteggiamenti volgari, arroganti, insofferenti
9) Sobri e austeri - Non sprecare mai nulla
Parlare solo quanto serve – Non mangiare o bere troppo – Evitare l'ostentazione di abbigliamento e accessori – Rifuggire dal desiderio del lusso o del superfluo – Imparare a risparmiare senza diventare avari
10) Riposare la mente - Consacrare la serata alla lettura piuttosto che “spegnere il cervello” guardando la televisione. Rimanere almeno 10 minuti in silenzio - Non raggiungere il letto solo quando si è allo sfinimento – Prima di dormire rileggere questo Decalogo e capire cosa (e perché) non si è fatto
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lunedì 15 dicembre 2008
Le idee a posto / 3
Leon Degrelle
sabato 6 dicembre 2008
Le idee a posto / 2
I pilastri dottrinari che devono essere necessariamente presenti, prima ancora di cominciare a porre qualsiasi questione organizzativa (dal secondo quaderno di raido):
Dimensione spirituale dell’impegno
Conoscere l’analogia tra macrocosmo e microcosmo e cogliere gli insegnamenti che ci derivano continuamente dal manifestato. Intraprendere la Grande Guerra Santa (lavoro su di sé) col giusto metodo, tenendo presente che senza di essa la Piccola Guerra Santa (lavoro su ciò che ci circonda) è un vano agitarsi.
Dottrina ciclica della storia
Bisogna che, innanzitutto, sul piano esistenziale questa realtà sia vissuta dagli uomini della Tradizione in maniera sempre più sentita, fino a dare alla propria vita ed alle proprie azioni un ritmo che si accordi con il più grande ritmo cosmico; sottolineando opportunamente determinati “punti cruciali” come per esempio nel ritmo annuale.
Costituire l’élite
Avere chiara la funzione che questa dovrà svolgere, sia come centro di emanazione di influenze, sia come esempio vivente del manifestarsi della Tradizione. Tendere alla sua costituzione come esigenza strategica primaria.
Conoscere l’avversario
Sapere con chi si ha a che fare, tenendo presente il processo dissolutivo partito da molto lontano, senza trascurare mai i suoi presupposti che travalicano la semplice dimensione umana. Saper cogliere quasi per istinto le sue manifestazioni, anche quelle meno apparenti e conoscere le armi con cui opera. Tutto ciò senza cadere nel manicheismo quando si tratta di analizzare l’opposizione tra Tradizione e Contro-tradizione. Infatti non esistono due principi contrastanti e distinti, ma esistono modi diversi di vivere la propria esistenza nella fase ciclica attuale: immergendosi passivamente nelle sue manifestazioni dissolutive o traendosene fuori con l’atto eroico del vero guerriero.
Darsi una strategia
Sottrarre spazio al mondo moderno, tendere alla comunità, dare vita ad un’infinità di interventi (unità operanti) dove le premesse dottrinarie diventino realtà vissute nell’impegno quotidiano; coordinare le varie unità operanti salvaguardando la più ampia autonomia (come modello, basti pensare al feudalesimo medioevale).
Dimensione spirituale dell’impegno
Conoscere l’analogia tra macrocosmo e microcosmo e cogliere gli insegnamenti che ci derivano continuamente dal manifestato. Intraprendere la Grande Guerra Santa (lavoro su di sé) col giusto metodo, tenendo presente che senza di essa la Piccola Guerra Santa (lavoro su ciò che ci circonda) è un vano agitarsi.
Dottrina ciclica della storia
Bisogna che, innanzitutto, sul piano esistenziale questa realtà sia vissuta dagli uomini della Tradizione in maniera sempre più sentita, fino a dare alla propria vita ed alle proprie azioni un ritmo che si accordi con il più grande ritmo cosmico; sottolineando opportunamente determinati “punti cruciali” come per esempio nel ritmo annuale.
Costituire l’élite
Avere chiara la funzione che questa dovrà svolgere, sia come centro di emanazione di influenze, sia come esempio vivente del manifestarsi della Tradizione. Tendere alla sua costituzione come esigenza strategica primaria.
Conoscere l’avversario
Sapere con chi si ha a che fare, tenendo presente il processo dissolutivo partito da molto lontano, senza trascurare mai i suoi presupposti che travalicano la semplice dimensione umana. Saper cogliere quasi per istinto le sue manifestazioni, anche quelle meno apparenti e conoscere le armi con cui opera. Tutto ciò senza cadere nel manicheismo quando si tratta di analizzare l’opposizione tra Tradizione e Contro-tradizione. Infatti non esistono due principi contrastanti e distinti, ma esistono modi diversi di vivere la propria esistenza nella fase ciclica attuale: immergendosi passivamente nelle sue manifestazioni dissolutive o traendosene fuori con l’atto eroico del vero guerriero.
Darsi una strategia
Sottrarre spazio al mondo moderno, tendere alla comunità, dare vita ad un’infinità di interventi (unità operanti) dove le premesse dottrinarie diventino realtà vissute nell’impegno quotidiano; coordinare le varie unità operanti salvaguardando la più ampia autonomia (come modello, basti pensare al feudalesimo medioevale).
Letture consigliate:
Julius Evola, Gli uomini e le rovine
Reneè Guenon, La crisi del mondo moderno
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