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venerdì 30 dicembre 2011

Le idee a posto - Antonio Medrano

L’indicazione che si può dare è semplice: vivere tutte le manifestazioni della vita in modo sacro, con una apertura verso l’alto e con un profondo senso di responsabilità. Se poi volessimo fare un esempio pratico, pensiamo al lavoro moderno che ogni giorno che passa è sempre più contrario all’essere umano. La dottrina tradizionale, in questo caso, offre dei chiari orientamenti esistenziali per difendersi dall’attacco disumano: ad esempio il distacco, la concentrazione su quello che si fa e l’azione senza ego.
Antonio Medrano

giovedì 21 maggio 2009

Pilastri dottrinari.......

Alcuni pilastri dottrinari devono necessariamente essere presenti, prima ancora di cominciare a porre qualsiasi questione organizzativa , dal secondo quaderno di raido:

Dimensione spirituale dell’impegno
Conoscere l’analogia tra macrocosmo e microcosmo e cogliere gli insegnamenti che ci derivano continuamente dal manifestato. Intraprendere la Grande Guerra Santa (lavoro su di sé) col giusto me­todo, tenendo presente che senza di essa la Piccola Guerra Santa (lavoro su ciò che ci circonda) è un vano agitarsi.

Dottrina ciclica della storia
Bisogna che, innanzitutto, sul piano esistenziale questa realtà sia vissuta dagli uomini della Tradizione in maniera sempre più sentita, fino a dare alla propria vita ed alle proprie azioni un ritmo che si accordi con il più grande ritmo cosmico; sottolineando opportunamente determinati “punti cruciali” come per esempio nel ritmo annuale.

Costituire l’élite
Avere chiara la funzione che questa dovrà svolgere, sia come centro di emanazione di influenze, sia come esempio vivente del manifestarsi della Tradizione. Tendere alla sua costituzione come esigenza strategica primaria.

Conoscere l’avversario
Sapere con chi si ha a che fare, tenendo presente il processo dissolutivo partito da molto lontano, senza trascurare mai i suoi presupposti che travalicano la semplice dimensione umana. Saper cogliere quasi per istinto le sue manifestazioni, anche quelle meno apparenti e conoscere le armi con cui opera. Tutto ciò senza cadere nel manicheismo quando si tratta di analizzare l’opposizione tra Tradizione e Contro-tradizione. Infatti non esistono due principi contrastanti e distinti, ma esistono modi diversi di vivere la propria esistenza nella fase ciclica attuale: immergendosi passivamente nelle sue manifestazioni dissolutive o traendosene fuori con l’atto eroico del vero guerriero.


Darsi una strategia
Sottrarre spazio al mondo moderno, tendere alla comunità, dare vita ad un’infinità di interventi (unità operanti) dove le premesse dottrinarie diventino realtà vissute nell’impegno quotidiano; coordinare le varie unità operanti salvaguardando la più ampia autonomia (come modello, basti pensare al feudalesimo medioevale).

venerdì 15 maggio 2009

Orientamenti......

“Noi usciremo fuori da questo decadimento solo attraverso un’immensa rettificazione morale, insegnando agli uomini ad amare, a sacrificarsi, a vivere, a lottare e a morire per un ideale superiore. In un secolo in cui si vive soltanto per sé, occorrerà che centinaia, migliaia di uomini non vivano più per se stessi ma per un ideale comune: disposti sin dall’inizio a sostenere per questo tutti i sacrifici, tutte le umiliazioni, tutti gli eroismi. Contano soltanto la fede, la fiducia, l’assenza completa di egoismo e di individualismo, la tensione di tutto l’essere verso il «servizio» - per quanto ingrato possa essere, ovunque si svolga - : il servizio di una causa che va al di là dell’uomo, e che esige da lui tutto, senza promettergli nulla. Contano soltanto le qualità dell’anima, le sue vibrazioni, il dono totale, la volontà di tener alto al di sopra di tutto un ideale, nel disinteresse più assoluto. Giunge l’ora, per salvare il mondo, vi sarà bisogno del pugno di eroi e di santi che faranno la Riconquista”

Leon Degrelle

sabato 3 gennaio 2009

Le idee a posto / 5

L'appartenenza mentale ad un ipotetico schieramento di idee e di valori, senza azioni coerenti che ne verificano l'appartenenza, spesso si traduce in un mero esercizio di vanità. Vi è un carattere, un atteggiamento, un costume che attiene all'uomo nobile ed uno a colui che definiamo uomo volgare. Le lezioni che abbiamo ricevuto dal recente passato ci indicano che prima ancora delle idee vengono le qualità degli uomini superiori. A quelli, ci rivolgiamo.

DECALOGO PRATICO per l'Uomo della Tradizione

Codice minimo di stile di vita legionario


1) Alzarsi presto al mattino.
Obbligarsi a fare qualche esercizio - Lavarsi con l’acqua fredda

2) A testa alta

Fare almeno un piccolo tragitto a piedi . Affrontare la giornata guardando il cielo, l’alba, le nuvole, dedicando qualche momento alla preghiera. Osservare e amare la Natura in tutte le sue espressioni.


3) Nessuna scorciatoia - Se si hanno più cose da fare, cominciare da quella più gravosa
Cercare soddisfazione solo nel dovere compiuto e non nel guadagno - Dare valore solo alle cose ottenute grazie al proprio lavoro - Disdegnare ciò che non ci appartiene o che ci arriva immeritatamente

4) Dare il meglio - Appena svolti i propri compiti, donare il tempo che avanza alla militanza.
Spendere una parte consistente del proprio tempo libero e del denaro non strettamente necessario per l’attività comune, la formazione, la diffusione di materiale militante.

5) Prendersi cura - Essere vicino a chi ha bisogno
Telefonare o scrivere a una persona anziana o ammalata oppure a un nostro reduce; a un camerata in prigione o che vediamo particolarmente solo

6) Educare la mente - Non compiere un’azione senza prima aver riflettuto
Non bestemmiare, non praticare il turpiloquio - Non dire menzogne – Mantenere ordine nelle proprie cose - Obbligarsi a imparare almeno una frase o una citazione a memoria al giorno

7) Rispetto di sé stessi - Privarsi dei vizi
Non ubriacarsi mai e rifiutare qualsiasi forma di “sballo” (droga, alcool, musica eccessiva) - Essere sempre in ordine e puliti senza narcisismi - Mantenersi in forma senza eccedere nel culto del fisico

8) Rispetto per gli altri – Guardare sempre negli occhi le persone quando si parla
Essere sempre puntuali, anche negli appuntamenti informali o meno importanti – Evitare di avere atteggiamenti volgari, arroganti, insofferenti

9) Sobri e austeri - Non sprecare mai nulla
Parlare solo quanto serve – Non mangiare o bere troppo – Evitare l'ostentazione di abbigliamento e accessori – Rifuggire dal desiderio del lusso o del superfluo – Imparare a risparmiare senza diventare avari

10) Riposare la mente - Consacrare la serata alla lettura piuttosto che “spegnere il cervello” guardando la televisione. Rimanere almeno 10 minuti in silenzio - Non raggiungere il letto solo quando si è allo sfinimento – Prima di dormire rileggere questo Decalogo e capire cosa (e perché) non si è fatto

lunedì 15 dicembre 2008

Le idee a posto / 3

“Noi usciremo fuori da questo decadimento solo attraverso un’immensa rettificazione morale, insegnando agli uomini ad amare, a sacrificarsi, a vivere, a lottare e a morire per un ideale superiore. In un secolo in cui si vive soltanto per sé, occorrerà che centinaia, migliaia di uomini non vivano più per se stessi ma per un ideale comune: disposti sin dall’inizio a sostenere per questo tutti i sacrifici, tutte le umiliazioni, tutti gli eroismi. Contano soltanto la fede, la fiducia, l’assenza completa di egoismo e di individualismo, la tensione di tutto l’essere verso il «servizio» - per quanto ingrato possa essere, ovunque si svolga - : il servizio di una causa che va al di là dell’uomo, e che esige da lui tutto, senza promettergli nulla. Contano soltanto le qualità dell’anima, le sue vibrazioni, il dono totale, la volontà di tener alto al di sopra di tutto un ideale, nel disinteresse più assoluto. Giunge l’ora, per salvare il mondo, vi sarà bisogno del pugno di eroi e di santi che faranno la Riconquista”

Leon Degrelle

sabato 6 dicembre 2008

Le idee a posto / 2

I pilastri dottrinari che devono essere necessariamente presenti, prima ancora di cominciare a porre qualsiasi questione organizzativa (dal secondo quaderno di raido):

Dimensione spirituale dell’impegno
Conoscere l’analogia tra macrocosmo e microcosmo e cogliere gli insegnamenti che ci derivano continuamente dal manifestato. Intraprendere la Grande Guerra Santa (lavoro su di sé) col giusto me­todo, tenendo presente che senza di essa la Piccola Guerra Santa (lavoro su ciò che ci circonda) è un vano agitarsi.

Dottrina ciclica della storia
Bisogna che, innanzitutto, sul piano esistenziale questa realtà sia vissuta dagli uomini della Tradizione in maniera sempre più sentita, fino a dare alla propria vita ed alle proprie azioni un ritmo che si accordi con il più grande ritmo cosmico; sottolineando opportunamente determinati “punti cruciali” come per esempio nel ritmo annuale.

Costituire l’élite
Avere chiara la funzione che questa dovrà svolgere, sia come centro di emanazione di influenze, sia come esempio vivente del manifestarsi della Tradizione. Tendere alla sua costituzione come esigenza strategica primaria.

Conoscere l’avversario
Sapere con chi si ha a che fare, tenendo presente il processo dissolutivo partito da molto lontano, senza trascurare mai i suoi presupposti che travalicano la semplice dimensione umana. Saper cogliere quasi per istinto le sue manifestazioni, anche quelle meno apparenti e conoscere le armi con cui opera. Tutto ciò senza cadere nel manicheismo quando si tratta di analizzare l’opposizione tra Tradizione e Contro-tradizione. Infatti non esistono due principi contrastanti e distinti, ma esistono modi diversi di vivere la propria esistenza nella fase ciclica attuale: immergendosi passivamente nelle sue manifestazioni dissolutive o traendosene fuori con l’atto eroico del vero guerriero.

Darsi una strategia
Sottrarre spazio al mondo moderno, tendere alla comunità, dare vita ad un’infinità di interventi (unità operanti) dove le premesse dottrinarie diventino realtà vissute nell’impegno quotidiano; coordinare le varie unità operanti salvaguardando la più ampia autonomia (come modello, basti pensare al feudalesimo medioevale).




Letture consigliate:


Julius Evola, Gli uomini e le rovine

Reneè Guenon, La crisi del mondo moderno