Così come importantissimo è il
ruolo della donna come educatrice, altresì importante è il ruolo che assume la
donna che decide di percorrere la sua vita al fianco di un uomo, ella assume
infatti il compito di spronare l'uomo nella sua lotta quotidiana, di destarlo
dal suo torpore, dal suo impigrimento, senza partecipare con lui alla battaglia
ma percorrendo un cammino differente che porta però nella stessa direzione. La
donna che decide di percorrere la sua vita con un uomo che condivide i suoi
stessi ideali, darà se stessa in nome dell'Amore, al pari dell'uomo. Il loro
donarsi incondizionatamente darà frutti straordinari, il loro Amore, veritiero,
durerà a lungo e porterà entrambi al compimento del proprio destino.« Non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo, il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo. » (John Ronald Reuel Tolkien, Il Signore degli Anelli - Il Ritorno del Re)
domenica 5 maggio 2013
La Donna e l'Amore nella via del Cavaliere - recensione
Così come importantissimo è il
ruolo della donna come educatrice, altresì importante è il ruolo che assume la
donna che decide di percorrere la sua vita al fianco di un uomo, ella assume
infatti il compito di spronare l'uomo nella sua lotta quotidiana, di destarlo
dal suo torpore, dal suo impigrimento, senza partecipare con lui alla battaglia
ma percorrendo un cammino differente che porta però nella stessa direzione. La
donna che decide di percorrere la sua vita con un uomo che condivide i suoi
stessi ideali, darà se stessa in nome dell'Amore, al pari dell'uomo. Il loro
donarsi incondizionatamente darà frutti straordinari, il loro Amore, veritiero,
durerà a lungo e porterà entrambi al compimento del proprio destino.venerdì 26 aprile 2013
La donna e l'amore nella via del cavaliere
mercoledì 21 novembre 2012
Natale Indoeuropeo [recensione]
martedì 31 gennaio 2012
Il dovere dell'azione [recensione]
La semplicità che contraddistingue Polia quando parla anche di argomenti molto importanti come questo, rende subito chiaro che il dovere di agire è nei confronti del passato come in quello del futuro. Pertanto, la consapevolezza di avere delle responsabilità nei confronti dell’avvenire ci allontana dal fatalismo e ci rende obbligatoriamente protagonisti dei nostri tempi, anche con un certo comprensibile orgoglio, il quale però non deve farci venir meno all’umiltà con la quale va rivolto lo sguardo ai maiores, nostri avi e di noi più grandi per virtù, che sono per noi esempio fondamentale e dei quali dobbiamo ambire ad essere degni. La bussola che orienta questa condotta è il riferimento al Sacro, elemento imprescindibile per l'uomo della Tradizione.
L’immagine simbolica che è stata cardine di tutto l'intervento è quella di Enea in armi che, abbandonando Troia in fiamme, porta sulle spalle l’anziano padre, con i simboli dei propri dei, e conduce con se il figlioletto e la moglie. Questà è la pietas nel suo senso concreto: fedeltà alla parola data, agli dei come agli uomini, e quindi a quello che è il proprio compito e dovere. L'impegno a cui ha tenuto fede Enea lo ha portato non ad una mera fuga per conservare se stesso o i suoi cari, ma a vivificare in se i Valori antichi in modo che potessero affermarsi altrove, dal momento che la sua città era in fiamme, in quella che sarebbe stata (ed in ciò che avrebbe significato) Roma. L'azione doverosa - come ci ha spiegato Polia - tradotta in condotta quotidiana anche nell'avverso mondo moderno, è perciò fare semplicemente ciò che deve essere fatto, senza badare all'utile personale ma soprattutto senza alcun attaccamento al risultato.
Al termine dell'intervento poche, ma efficaci, domande hanno rotto il silenzio di chi era stato colpito dall'argomento trattato e dalla magnifica capacità espostiva del relatore; ma soprattutto, i presenti, hanno quindi approfittato della preziosa occasione di avere Mario Polia per avere ulteriori consigli orientativi. Infine, l'incontro si è concluso con una cena comunitaria, graditissima dagli ospiti e degno coronamento di un pomeriggio trascorso tutti insieme all'insegna dei valori della Tradizione.
mercoledì 25 gennaio 2012
Conferenza con il Prof Mario Polia
martedì 15 dicembre 2009
Sol Invictus [Recensione conferenza]
Per non rompere l’intensa atmosfera creata dal relatore e dalle sue parole, esaustive, evocative ed energiche, c’e’ spazio per una domanda, che non spezza comunque la magia del momento.
La cena, organizzata dalle ragazze di Raido e che vede un’affluenza di settimana in settimana sempre maggiore, contribuisce a creare un bel clima comunitario che si protrae fino a sera inoltrata.
Ci si vede tutti alla festa, presso i locali dell’associazione, giovedì 23 dicembre, con la musica dal vivo degli NSP, di Fabian degli Imperium e di Mario degli Hobbit.
domenica 11 ottobre 2009
sabato 20 giugno 2009
Uscito il primo dvd della collana “Percorsi al femminile”.
Mario Polia, storico, archeologo, antropologo etnografo e specialista in antropologia religiosa e storia delle religioni, ha scritto numerosi saggi, ultimo dei quali è “Apocalissi”, per SugarCo editore.
giovedì 16 aprile 2009
martedì 10 marzo 2009
aspettando sabato....

in una promessa di fede che solo la morte può sciogliere.
Nelle profondità del cuore, dove cielo e terra si toccano,
lo spirito feconda col suo soffio la terra e sboccia la Rosa Mistica.
Alla spada cruciforme del cavaliere, s’unisce al centro una rosa,
per indicare,
tramite l’arcano ghibellino della spada e della rosa,
che il mistero ineffabile del vero amore sboccia,
al centro dell’essere,
nell’unione delle due nature del Guerriero e della Donna stella”
Mario Polia da “Il mistero della Dama”
venerdì 19 dicembre 2008
Recensione della conferenza del 13 Dicembre a Raido
E’ qui che subentra il primo spunto di riflessione, il cui oggetto è costituito da un uomo del passato capace di osservare i cicli naturali, di vivere in maniera più intensa e sapiente il rapporto con la natura così da trarre dalle sue leggi le leggi dello spirito, da considerare il mondo come un ordine basato tanto su leggi fisiche quanto metafisiche; un uomo capace di comprendere che gli Dei hanno suscitato il mondo basandolo su ritmi che spetta poi soltanto a lui mantenere integri attraverso il rito, il sacrificio e la preghiera. L’esatto contrario di ciò che si osserva oggi, quell’idea secondo cui oltre il visibile non c’è nulla e che sembra alla radice dell’angoscia propria dei contemporanei. Il secondo tema su cui meditare è il quesito che scaturisce dalla nascita del Cristo o di Mithra: “da quale pietra nasce la divinità?” A questa domanda Polia risponde spiegando che la pietra è freddezza e solidificazione dell’anima e la divinità è forza creatrice, inafferrabile e incostringibile. Noi siamo la pietra, che però può essere sublimata così da far brillare il Dio che è nella pietra, in noi, poiché ogni essere è figlio di una scintilla divina e il cuore di ogni essere deve divenire quella stessa grotta mistica da alimentare con il proprio impegno, il proprio sacrum facere. È qui che bisogna intravedere la metafisica del Natale. Il terzo ed ultimo invito alla meditazione è quello del Sole che, dopo essere sprofondato nel punto più basso dell’eclittica, ritorna, torna a spendere, rinasce e da questo momento in poi ogni giorno diviene più lungo ed ogni notte più breve, proprio dopo che il Sole sembrava cadere nel più oscuro declino. Per questo allora bisogna vivere il Natale come momento di rinnovamento attraverso un più lungo tempo concesso alla meditazione, bisogna imparare a stare soli e dialogare con se stessi e soprattutto comprendere l’idea di comunità nel senso di idea-forza attorno a cui ci si stringe e da cui si fa nascere la potenza divina.
In tutto ciò si rivela necessario fare una ricapitolazione leale di ciò che abbiamo compiuto durante l’anno trascorso, nel bene e nel male; per conoscere ed ammettere quanto di noi stessi abbiamo ricondotto alla risurrezione e quanto, invece, abbiamo seppellito nel fango. Nel nuovo anno dovremo superare noi stessi anche laddove non siamo stati capaci; percepire il divino che è in noi e chiedere a colui che fa sorgere questo Sole di renderci portatori di una fiaccola fatta della sua luce contro le tenebre di questo mondo.



