
Vecchi e i giovani
Via, combattete gli uni accanto agli altri, giovani,
non date abbrivo a fughe turpi, al panico,
fatevi grande e vigoroso l'animo nel petto,
bandite il gretto amore per la vita,
ché la lotta è con uomini; non lasciate, fuggendo,
chi non ha più l'agilità: gli anziani.
E' uno sconcio che un vecchio cada in prima fila
e resti sul terreno innanzi ai giovani,
con quel suo capo bianco e il mento grigio, e spiri
l'animo suo gagliardo nella polvere,
con le mani coprendo le pudende insanguinate
(spettacolo indecente, abominevole),
nude le carni: nulla c'è che non s'addica a un giovane
finché la cara età brilla nel fiore.
Da vivo, tutti gli uomini l'ammirano, le donne
l'amano; cade in prima fila: è bello.
Resista ognuno ben piantato sulle gambe al suolo,
mordendosi le labbra con i denti.
Tirteo, poeta spartano, VII sec. a. C.
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